venerdì 29 agosto 2014

Il declino degli anime

La storia dello Studio Ghibli che perde il confronto al botteghino (in Giappone!!!) con Frozen della Disney non è che uno dei tanti segnali che -sicuramente in Italia, non so nel resto del mondo- stanno rendendo inequivocabile il declino (a livello di rilevanza culturale, non di qualità) dell'animazione giapponese.
La prova vera e propria, secondo me, la dà la programmazione del canale di cartoni animati preferito da mia figlia: Cartoonito.
Negli anni '80 e nei primi '90 era praticamente impossibile trovare cartoni animati non giapponesi: i primi a "rompere l'accerchiamento" furono i Puffi e poi, a memoria, le Tartarughe Ninja, i Real Ghostbusters, il Conte Dacula e a pochi altri (Snorky, Vola Mio Mini Pony, Ti Voglio Bene Denver, Siamo Quelli di Beverly Hills, Alvin Rock'n'Roll... escludendo due/tre titoli, stiamo parlando di una goccia nel mare).
Quali sono i personaggi di punta di Cartoonito, oggi?
I My Little Pony e i Baby Looney Tunes (USA), Lazy Town (Islanda!!!), L'Armadio di Chloé, I Ciuffettosi, il Trenino Thomas, Sam il Pompiere e Olly il Sottomarino (Gran Bretagna), Giustin'Tempo (Canada), i Doozers (USA/Canada), Bananas in Pyjamas (Australia), addirittura un'orribile produzione italiana (Cuccioli Cerca Amici), i sempiterni Puffi e una sola serie giapponese: Heidi (che quest'anno festeggia il quarantesimo anno dalla sua produzione).
E non cambia molto né su Rai Gulp (regno incontrastato delle Winx di Iginio Straffi) né su Yo Yo (dove, in pratica, è rimasta solo la vecchia serie dell'Ape Maia).
Mediaset non acquista più anime: ha da poco venduto i diritti di Detective Conan e si tiene stretti i soli Naruto e One Piece (oltre a Lupin IIIDragon Ball: gli unici veri successi degli ultimi anni ed i maggiori evergreen); Man-Ga è un canale tematico abbastanza di nicchia e, su Boing, resistono alcune serie degli anni '80 (ma dopo le dieci di sera e, quindi, più per un pubblico di adulti nostalgici che di bambini); l'ultimo baluardo dell'animazione giapponese sembra essere Rai 4.
Sayonara, Zetsubou-Sensei (Addio, professor Disperazione): 3 serie animate e un OAV. Inedito in Italia.
Tralasciando il livello delle varie serie, è impressionante il fatto che siano addirittura più le serie italiane di quelle giapponesi. E che siano praticamente sparite le produzioni nipponiche contemporanee. Cos'è successo, negli ultimi anni?
I palinsesti dovrebbero essere gestiti da persone cresciute a pane e anime: da dove parte questo dietrofront?
Bokurano (Il nostro gioco): serie di 24 episodi, inedita in Italia

La prima ipotesi che mi viene in mente è la lontananza culturale, chepperò resiste poco: non è che il Giappone si sia spostato, negli ultimi vent'anni, e l'obiezione sarebbe dovuta valere molto di più prima, quando i giapponesi realizzavano le loro serie a cartoni animati senza pensare ai mercati esteri. Invece i più grandi successi della loro animazione (le prime serie robotiche, Candy Candy, Heidi) sono stati realizzati quando la vendita delle serie all'estero era difficilmente ipotizzabile.
Ribaltando il concetto: che abbiano perso appeal verso l'occidente proprio cercando di compiacerlo? Cioè: se i successi sono nati come cartoni animati "solo per giapponesi", è possibile che, nel momento in cui si è iniziato ad ammiccare al modello occidentale (diventato oramai un mercato di riferimento), si sia perso quello "spirito" che tanto ci aveva affascinati?

No: non mi convince.
Ammetto di non essere stato un osservatore particolarmente attento, negli ultimi anni: è per quello che il salto, tra la programmazione alla quale ero abituato e quella attuale, è stato così traumatico...
Non mi pare nemmeno che le serie televisive attualmente in voga siano qualitativamente così superiori: il successo di Peppa Pig è inspiegabile (per me: poi ovviamente non può essere un caso), quello delle Winx uno schiaffo per tutti coloro che prendono sul serio il lavoro nell'animazione (e i miei non sono preconcetti: mia figlia è diventata una fanatica delle Winx e mi sono dovuto sorbire alcune puntate: uno strazio sotto ogni punto di vista), e tra le serie trasmesse da Cartoonito ce ne sono solo un paio di davvero notevoli: i My Little Pony e L'Armadio di Chloé. Il resto è principalmente robetta (penso a Sam Il Pompiere con le sue trame a fotocopia, o a Lazy Town che è pure peggio: c'è un solo cattivo, che si traveste in ogni puntata -in OGNI puntata- e alla fine tutti esclamano sorpresi "è Robby Rancido!")
Kitaro dei Cimiteri (Hakaba Kitaro): 11 episodi, inedita in Italia
Non mi convince nemmeno la ciclicità dei periodi e delle mode: dopo il Giappone, ora tocca ai cartoni animati anglosassoni... non credo sia così semplice.
Oppure la questione del target: anche se è vero che gli anime trasmessi in Italia sono più adulti (e mia figlia ha da poco compiuto cinque anni), non è assolutamente vero che in Giappone non continuino ad esistere cartoni animati per bambini piccoli.

E allora... avete presente la frase "cherchez la femme?"
Forse, semplicemente, bisogna cercare "l'argent", il denaro: grazie all'animazione digitale oggi produrre serie animate è più semplice ed economico, e anche paesi storicamente ininfluenti nel settore hanno iniziato a produrre materiale interessante. Nel frattempo i giapponesi, visto il successo globale ottenuto negli ultimi decenni, potrebbero avere alzato i prezzi. E ai dirigenti delle reti televisive -non scordiamoci che viviamo nel paese in cui televisione vuol dire Berlusconi- non interessa quello che si trasmette: interessa quanto costa e quanto fa guadagnare.
Kuragehime (La Principessa delle Meduse): 11 episodi, inedita in Italia
Spero non vi foste aspettati delle risposte definitive, perché non ne ho.
Anzi... aggiungo una domanda: quanto inciderà la sparizione degli anime dalla televisione sulle vendite e sulla diffusione dei manga, nel breve/medio periodo?

giovedì 28 agosto 2014

HdF1 - la prefazione

E capita che alla fine il solito pirla si è ridotto a fare le cose all'ultimo minuto, sperando di non aver scritto cazzate:
 
Perché questo albo? Perché l’HAPPENING del FUMETTO? Perché questi personaggi?
Tre domande, proprio come i protagonisti dell’albo che avete tra le mani, e una risposta sola: la passione per il fumetto italiano.
Sabato 6 Settembre 2014 più di venti autori si sono trovati (è strano, scrivere al passato di un evento che si svolgerà tra qualche settimana) alla Corte del Fumetto, a Bergamo, per il primo HAPPENING del FUMETTO: secondo me, nel panorama attuale, ci sono parecchie fiere… ma nessuna “festa”, nessuna occasione d’incontro tra professionisti e appassionati senza l’ossessione della vendita e dello sketch a tutti i costi. Mi è piaciuta da subito l’immagine della “festa delle medie”, quella che il poeta ha cantato nelle immortali strofe:
“Tu non vieni” Non importa, sai, ci avevo judo.
Inizialmente volevo abbinarci una mostra, incentrata magari sui bonellidi. Poi mi son detto: “dovrei scrivere i testi, trovare le immagini, impaginare e mandare in stampa: non ne ho poi così tanta voglia” (tenete presente che sono un rimandatore cronico e, quando prima ho scritto che l’Happening “si svolgerà tra qualche settimana” ho mentito spudoratamente: in questo preciso momento mancano 228 ore). Sapevo che mi sarei ridotto a buttar giù qualche riga due giorni prima della manifestazione per poi chiedere un mezzo miracolo al grafico e al tipografo e avere un risultato finale (probabilmente) decente. E quale miglior metodo, quando non ci si vuole sbattere, che delegare il lavoro?
Un albo con storie inedite di alcuni serie che mi sarebbe davvero piaciuto riproporre: ecco l’idea perfetta! Potevo sicuramente contare su Jonathan Steele e L’Insonne: non mi restava che scegliere un altro personaggio… prima regola dell’editoria: mai avere certezze. Vedete per caso L’Insonne, nel sommario di questo albo?
Jonathan Steele, dicevo, è stata una scelta semplice e naturale: Federico Memola è ormai un amico e sapevo che gli sarebbe piaciuto collaborare. Non ha fatto in tempo a propormi il nome di Gianluca Maconi che gli avevo urlato “Sìììì!!!” nella cornetta.
Tra le serie proposte recentemente in edicola, quella del Dr Morgue mi ha colpito particolarmente.
Dopo una falsa partenza e qualche perplessità, tutto è filato liscio e le autrici si sono dimostrate entusiaste e, spero, soddisfatte del risultato finale. Ad Arthur King, invece, non avevo pensato subito. Non perché fosse una seconda scelta: avevo focalizzato l’attenzione sul formato bonelli, senza valutare serie con foliazione diversa.
Lorenzo Bartoli è un altro amico storico e, tra le altre cose, è l’autore della prefazione al primo volume di GIADA (Edizioni Arcadia, 2009): non credo di averlo mai ringraziato abbastanza per le belle parole. Stesso discorso per Guglielmo Signora, che si è affidato alla nostra casa editrice per dare alle stampe le avventure di BeLee.
Arthur King era l’ingrediente mancante, l’ultimo pezzo del puzzle: quello che fai fatica a trovare ma che alla fine ti dà un’enorme soddisfazione.
Un ultimo applauso va al prode David Messina, copertinista d’eccezione: mi ha tolto le castagne dal fuoco in almeno due occasioni e per me sarà sempre il Signor Wolf del fumetto. Un paradosso vivente: passa il suo tempo a lamentarsi su facebook di non avere tempo libero. In effetti le case editrici fanno a botte per assicurarsi i suoi disegni: per l’America ha realizzato albi di Spike, Angel, Star Trek, Transformers, True Blood, Wolverine, Ultimate Spider-Man e mi fermo qui perché altrimenti non basta più lo spazio. Anzi: vi consiglio di dare un occhio a The Bounce, la serie alla quale sta lavorando per la Image.
Un grazie a tutti: agli amici di sempre e a chi ho conosciuto grazie a questo albo; ad Angelo, che ha esordito nel lettering perché non avevo tempo di chiedere a qualcun altro; alla Sergio Bonelli Editore, alla Star Comics e alla Cierre Editrice, che hanno dato la possibilità agli autori di creare e far crescere i personaggi di questo albo; a quella casa editrice che non ha trovato il tempo di rispondere alle ripetute mail dei suoi autori; a Giuseppe Di Bernardo che tvb comunque; a Lucrezia che non c’entra niente però c’entra sempre e infine a te, sì… proprio te che stai leggendo queste righe (se hai comprato il fumetto, altrimenti RIMETTILO SULLO SCAFFALE che poi si rovina e non lo compra più nessuno) e che stai dando a tutti noi la possibilità, forse, di non ritenere esaurita l’esperienza con un albo solo. C’era un tizio che cantava “ho tante storie ancora da raccontare/ per chi vuole ascoltare” (e vi risparmio il resto).
A presto!

Mario Taccolini

martedì 26 agosto 2014

Letteratura per bambini

Penultimo romanzo scritto, nel 1939, dalla prolifica autrice polacca Maria Jadwiga Buyno-Arctowa (ne ha scritti ventotto), FIGA è ovviamente occasione di lollaggio solo per noi italiani: purtroppo non conosco nemmeno una parola di polacco e non ho trovato notizie in nessun'altra lingua, quindi vivrò nell'ignoranza e potrò soltanto immaginarmene la trama (che, nella mia testa, è fantastica). La copertina l'ho trovata in quattro versioni:
   
e sono tutte bellissime! (ma la prima di più)
Di certe cose possiamo ridere solo noi italiani che, notoriamente, siamo brutte persone (io di sicuro): parole straniere che nella nostra lingua appaiono volgari o con doppi sensi tutt'altro che intenzionali... tipo: lo sapevate come s'intitola il film Grease in Messico? Vaselina.
Sul serio:
Ora acquistano molto più senso certi falsetti di John Travolta, vero?

Poi, però, ci sono quei libri per bambini che sfoggiano doppi sensi spaventosi e non si sa quanto voluti. Seriamente:
un elefante rosa, con quella proboscide lì: quante possibilità ci sono che sia un caso?

"Cosa c'è, nascosto sotto l'asciugamano di Baby Elmo? Vieni a vedere!":
 ma anche no, grazie

"Giochi a cui puoi giocare con il tuo gatto":
peccato che Pussy voglia dire anche... com'è che si intitolava il libro polacco di cui parlavo a inizio post?

A proposito di animali:
 
ecco come viene poeticamente (visto le due farfalle che svolazzano nel prato? manca solo il sottofondo di violini tzigani) illustrata una storia d'amore tra cani.

La Disney ci spiega come "cucinare con la cacca" (e il colore dell'impasto? vogliamo parlarne?!?):
 
mentre un'anonima casa editrice piazza sulla copertina di un albo intitolato "momenti gioiosi colorando libri" un ragazzino effeminato che viene incornato dove ai ragazzini effeminati non particolarmente etero non dovrebbe dare granché fastidio... Gay-time: con tutti i vocaboli che si potevano usare! Ciliegine sulla torta: l'espressione -più imbarazzata che contrariata- del giovin pittore e lo sguardo bonario (compiaciuto?) del contadino con la pipa.

Ma fin qui, nulla di che. Poi vedo questa copertina e sbianco dal terrore:
restando in argomento pedofilia:
 
"mi servono dei ragazzi - per l'Isola del Piacere!"
(quando una vignetta assume un significato davvero sinistro)

Ecco: mi son quasi depresso. Torniamo ai doppi sensi normali, che sono mille volte più divertenti.
 
"un, due, tre: tira!"
qui la malizia è in noi che guardiamo: avrei capito si fosse usato "spingi", ma in questo caso c'è "solo" un disegno un tantinello equivoco. Divertente, ma la posto solo per completezza.
I colpi di genio li ho tenuti per il finale:
 
i due fratellini a letto preoccupatissimi si chiedono: "Perché la mamma sta gemendo?" (tra l'altro: quanto è ridicolo il suono di "sta gemendo"?)
E, approposito di gemiti: "è duro,"  ansimò Ben. "prendilo, Jen."
"non ancora, per piacere" gemette Jen.
Okay: potevo tradurlo anche con "è difficile"... ma poi, dove sarebbe stato il divertimento?

Direttamente da un set porno, invece:
"Ti piace riceverlo in faccia?"
"Sì! mi piace in ogni posto."

Chiudo la parentesi doppiosensistica con questa illustrazione:
tenendo ben presente che Dick è uno dei termini usati per... beh: cazzo.

Facciamo che prima di comprare un libro a mia figlia me lo leggo perbene, eh?

lunedì 25 agosto 2014

Happening del Fumetto: schede autori parte 2

Seconda e -ma solo per il momento- ultima parte delle schede degli autori presenti al primo Happening del Fumetto. Ringrazio i siti che hanno pubblicizzato l'evento e quelli che lo faranno e ricordo le solite cose:
1) l'ingresso è gratuito e aperto a tutti;
2) se siete autori e non vi ho invitato: ditemelo. Sono sommerso da mille impegni (la maggior parte dei quali decisamente futili) e, quando ho fatto la lista, non mi è venuto in mente il vostro nome, oppure sono convinto di avervi già invitato, oppure ero convinto che "figurati se ha tempo e/o voglia!". Più siamo, meglio stiamo;
3) gli autori potranno vendere commission, stampe, tavole originali, fumetti e qualsiasi cosa venga loro in mente. Nel caso, non ci sono costi e/o commissioni di alcun genere;
4) l'Happening si svolgerà presso la Corte del Fumetto, via XX Settembre, 105 a Bergamo. Sabato 6 settembre, dalle ore 14,00 alle 20,00;
5) all'Happening troverete l'albo HdF1, con storie inedite di Arthur King, Dr Morgue e Jonathan Steele.


DAVIDE LA ROSA
Dopo il diploma di scuola superiore si iscrive alla scuola di fumetto Bolognese La Nuova Eloisa che gli permette nel 2001 di apparire brevemente in un programma dell'emittente "Espansione TV" e di esordire, nel 2002, con un racconto ed un fumetto ne "I Brancolanti", pubblicazione delle migliori opere di fine corso.
Parallelamente agli studi inizia a collaborare con Emiliano Mattioli; questa collaborazione porta alla realizzazione del progetto "fumetti disegnati male", rivista autoprodotta che raccoglie fumetti di vario genere disegnati, per l'appunto, in maniera confusa, rozza e non "graficamente corretta". Tale rivista viene attualmente pubblicata con cadenza più o meno annuale.
Spinto dal discreto successo ottenuto con la rivista di fumetti, nel 2005 decide di raccogliere sul web i suoi lavori, in un primo momento in maniera del tutto casuale, poi, con l'aumentare delle visite e dei consensi del pubblico internauta, in modo più ordinato e con cadenza regolare. In particolare si fa notare per le strisce su "Dio" che vengono raccolte da Valter Casini Editore in un libro edito nel 2006.
Il suo blog, Mulholland Dave, diviene quindi la vetrina dei suoi lavori e rampa di lancio per i suoi nuovi personaggi: oltre al già citato "Dio", La Rosa inventa e reinventa personaggi iniziando anche a parodiare gli avvenimenti di cronaca e/o di gossip e trasmissioni televisive come Voyager.
Nel 2008 crea per il Centro Fumetto Andrea Pazienza la storia "Cinque anni" mentre nel 2009 pubblica un secondo volume del fumetto "Dio".
Nel 2010 viene notato per le sue reinterpretazioni comiche del programma Voyager dalla redazione di RAI 2 che lo ospita nello studio del programma dove assieme al conduttore Roberto Giacobbo mostra delle vignette che riassumono umoristicamente il tema della puntata. Durante lo stesso anno è tra i fondatori della casa editrice Freaks Edizioni, una branca dell'associazione culturale Artelario.
Inizia, nel 2011, a sceneggiare un fumetto chiamato "Zombie Gay in Vaticano", un lavoro a 4 mani realizzato con Vanessa Cardinali (vincitrice del Lucca Project Contest del 2008), che successivamente verrà ampliata diventando la miniserie SUORE NINJA (Star Comics).
Per Nicola Pesce Editore pubblica "Il nuovo romanzo di Dan Braun", "La Bibbia 2" (coadiuvato sia ai testi che ai disegni da Pierz) e "Paco Lanciano (e il Fagiano Crononauta)"

TERESA MARZIA
Teresa Marzìa è nata a Taranto il 25 maggio 1966 e si è trasferita pochi anni più tardi in provincia di Bergamo, dove ha conseguito il diploma al Liceo Artistico. Successivamente ha frequentato la Scuola del Fumetto di Milano e, dopo aver realizzato alcune illustrazioni in ambito pubblicitario (tra cui un album da colorare di "Barbie"), ha esordito nel mondo del fumetto con la serie "Moon Police Dpt.", su "Fumo di China". Dopo aver disegnato una storia per l'"Intrepido", viene «arruolata» nello staff di Legs Weaver di cui ha disegnato, insieme a Gianmauro Cozzi, il n° 1 e il n° 26. È la creatrice grafica dei personaggi della serie Jonathan Steele della quale, una volta passata alla Star Comics, diventa anche la copertinista. POer la Rainbow di Iginio Straffi disegna alcune avventure delle Winx e di Huntik.

FEDERICO MEMOLA
Nel 1990, grazie ad un incontro fortuito con Antonio Serra, entra a far parte della redazione della rivista specialistica Fumo di China, lavoro che lo costringe ad interrompere l'università. Per Fumo di China realizza la serie Moon Police Dpt. In questo periodo realizza anche alcune storie per l'Intrepido. Nel 1993 inizia a collaborare con la Sergio Bonelli Editore come redattore e come autore di alcuni soggetti e sceneggiature per Nathan Never. Dopo aver lavorato come assistente di Alfredo Castelli diviene il responsabile della pubblicazione contenitore Zona X. Per quest'ultima crea e sceneggia le miniserie La Stirpe di Elan e Legione Stellare (entrambe proseguite poi brevemente con editori diversi anni dopo la chiusura di Zona X) e scrive alcune sceneggiature per Magic Patrol.
E' l'ideatore della serie Jonathan Steele, pubblicata da Bonelli dall'aprile del 1999 fino al luglio 2004 (64 albi). Sempre per la Bonelli realizza anche la sceneggiatura di alcune storie di Martin Mystere e di un albo speciale di Legs Weaver.
La serie Jonathan Steele proseguirà pochi mesi dopo la chiusura con l'editore Star Comics, con una serie mensile in formato "bonelliano" fino al marzo 2009 (53 albi) e albi speciali di periodicità variabile pubblicati fino alla primavera del 2010. Per la Star Comics, a partire dal mese successivo alla chiusura della serie regolare di Jonathan Steele, realizza la sua nuova miniserie Rourke, pubblicata con periodicità bimestrale.
Nel 2006 ha realizzato Harry Moon, l’uomo dei due mondi, con i disegni di Giacomo Pueroni (disegnatore facente parte dello staff di Jonathan Steele, sia nella versione Bonelli che Star Comics), pubblicato dalla 001 edizioni. Nell'aprile 2010 esce, per Planeta De Agostini, il primo numero della serie regolare di Harry Moon. Dal 2010 scrive la serie Gray Logan, creata da Stefano Vietti per Il Giornalino delle Edizioni San Paolo.
FRANCESCO MORTARINO
Da poco entrato nello staff di Nathan Never (del quale -per ora- ha disegnato lo speciale pubblicato in occasione di Rimini Comics 2014), Francesco è uno degli autori di Long Wei. In precedenza aveva pubblicato i volumi Dead Nation e Il Professionista: Vendetta per Edizioni Bd e Aelis (vincitore del Lucca Project Contest 2007) per Panini Comics. Ha inoltre disegnato un episodio del web-comic Rusty Dogs.

LUCA ROTA NODARI
Dopo aver frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, Luca Rota Nodari esordisce come autore completo con il volume SuperBia vs l'Eterna Giovinezza (BoopenLED). E' tra i disegnatori del web-comic Boris Jr. ed il creatore di Bergaman, il supereroe di Bergamo.

MAURIZIO ROSENZWEIG
Nasce a Milano il 22 novembre 1970. Inizia a lavorare maggiorenne nel campo della pubblicità; esordisce nel campo del fumetto con la fanzine “Macchia”, mentre la sua prima pubblicazione professionale avviene su "Fumo di China" con una storia di Federico Memola. In seguito collabora con Palumbo e Brolli, disegnando la miniserie di Ramarro “Terre Desolate”, e con Marcello Toninelli per il pocket “Shanna Shock” (Star Comics). Rimane attivo nel campo dell’autoproduzione, disegnando il numero 1 del “Milano Criminale” di Cajelli e, in collaborazione con Andrea J. Pinketts“Laida Odius”. Ha esordito come autore completo con l’originale serie autobiografica “Davide Golia” composta di tre volumi: “Mostri si Nasce” (Edizioni PuntoZero), “Demonio Amore Mio” (Edizioni Di) e “Charisma” (Edizioni Del Grifo). Insieme a Federico Sfascia crea, per le Edizioni Arcadia, la serie GIADA. Nel 2011 realizza quello che personalmente ritengo il suo capolavoro: "Zigo Stella" per le Edizioni BD. E' stato tra i disegnatori di punta delle serie “John Doe” (Eura) e Mytico! (Corriere della Sera) ed, oggi, fa parte dello staff di Dampyr.

NICOLA RUBIN
Ingegnere prestato al fumetto o fumettista prestato all'ingegneria? Ha collaborato con pubblicazioni locali per strisce ed illustrazioni, ma anche con associazioni di appassionati come Dylandoggofili e Nipoti di Martin Mystere. Per il sito "hounlibrointesta" è il creatore grafico di Zeno Q.B., chef a fumetti; ha scritto e disegnato una tavola autoconclusiva dedicata a Desdemona Metus, L'Insonne, pubblicata sull'albo INTERFERENZE (Edizioni Arcadia, 2012).

CLAUDIO SCIARRONE
A soli 19 anni, nel 1992, pubblica la sua prima storia su TOPOLINO, diventando uno degli autori di spicco del settimanale Disney; è stato tra i creatori dei personaggi della saga PK-PAPERINIK NEW ADVENTURES.
Autore dei disegni delle Graphic Novel ispirate ai film Disney/Pixar Atlantis, Monster & Co., Alla Ricerca di Nemo e Wall-E. Realizza tavole a fumetti anche per Gli Incredibili e Big Hero 6, oltre a innumerevoli copertine per tutte le testate Disney di maggiore diffusione, tra cui Topolino, Pk e Witch.
Per quattro anni affianca i conduttori di Disney Channel Italia come ospite e co-conduttore disegnando anche scenografie e versioni a fumetti di tutti gli ospiti di "Tok Top of the Kids", tra cui Eros Ramazzotti, Irene Grandi, Jovanotti e Tiziano Ferro. Ha illustrato diversi libri di Geronimo Stilton. Per Italia 1 realizza tutte le illustrazioni per le carte del quiz show "Mercante in Fiera". Con Lux-Vide per Rai2 è creatore dei personaggi della serie a cartoni animati e co-ideatore del soggetto dei 26 episodi de "Le Straordinarie Avventure di Jules Verne". Sempre per Rai 2 è autore delle oltre 150 illustrazioni per le 10 puntate della trasmissione "Delitti Rock". Per le Edizioni Arcadia realizza MORSI, una storia breve de L'Insonne. Nel 2012 lancia Mondo Papero! e Ugly Duckling, tra moda e fumetto. Crea il personaggio ALYSSA, che viene scelta come testimonial del Giro d'Italia Femminile.

STEFANO VIETTI
Nasce a Chiari, in provincia di Brescia, nel 1965. Nel 1992 crea, con altri autori di Brescia, la testata Full Moon Project (Edizioni Eden) e, in seguito, entra nello staff di Lazarus Ledd, della Star Comics. Sempre per la Casa editrice perugina dà vita, nel 1994, alla testata fantascientifica Hammer. Dal 1995 inizia a collaborare con Sergio Bonelli Editore scrivendo per Nathan Never, Legs Weaver, Zona X, Martin Mystère, Gregory Hunter, Greystorm e Universo Alfa. Successivamente lavora anche per Il Giornalino (“Yelo III”, “Teenage Mutant Ninja Turtles”, “Gray Logan”, “N.E.X.T. 02”, “Spider-Man”) e per Disney, sceneggiando alcune avventure della serie "Kylion". Nel 2007 pubblica, sempre per Sergio Bonelli Editore, "Dragonero", primo albo dei Romanzi a fumetti Bonelli, scritto con Luca Enoch e disegnato da Giuseppe Matteoni. Nel giugno del 2013, Dragonero diventa una serie mensile regolare.

venerdì 22 agosto 2014

Io mica ci sono abituato, eh?

Oggi le visite al blog sono impennate e no, non sto esagerando: alle otto di mattina erano già il doppio di quelle che, di solito, totalizzo in un giorno. In questo momento siamo a 5.946, a distanza siderale dal record precedente che, se non ricordo male, dovrebbe essere dalle parti delle duemila visite.
E sono solo le sei del pomeriggio...
Non sono a mio agio.
Sono abituato alla mia piccola cricca (4/500 visite di media al giorno, con estemporanei approdi dalle parti dei mille) e mi ci trovo bene: quando scrivo, è come se lo facessi per i miei amici. Certe cifre (e le visite di oggi sono da blogger "vero": lontane da quelli delle superstar, ma nemmeno invisibile o quasi come mio solito) mi spaventano e mi mettono ansia: ieri sera sono andato a un concerto, poi mi sono fermato a bere qualcosa e sono tornato a casa dopo le tre di notte. Ho acceso il computer e mi sono collegato con l'intenzione di sbirciare velocemente l'internetto, mi sono imbattuto nell'articolo del The Mary Sue e ho buttato giù due righe di getto.

M'è venuto un mezzo colpo stamattina, quando ho trovato tutte quelle visite: la prima reazione non è "figata!", ma "checcazzo ho combinato, stavolta?"

Rileggo e mi accorgo che la Charlebois non ha capito davvero nulla del disegno: Spider-Woman non è accovacciata, ma ha scalato la parete e sta salendo sul tetto. Le gambe non sono nella posizione sulla quale la professoressina ha imbastito la propria lezione...
A parte quello -però erano le quattro del mattino: ci sta un minimo di appannamento da stanchezza- no: non mi pare di aver scritto cavolate particolarmente grosse.

Comunque non sono tranquillo: niente da fare... non sono proprio tagliato, per la parte di quello che sta sotto i riflettori.


Intanto, nel mondo dei disegnatori veri:
  • Kyle Baker I think people are just shocked because this is such a radical departure from Manara's usual work. This is just not what we've come to expect from Milo Manara. It's like if Adam Hughes suddenly started drawing huge tits on all his women.
    • Erik Larsen I'm flabbergasted by the number of people that have somehow come to the conclusion that he can't draw women.
  • Mike Mignola I've done a lot of bad covers--A lot of us have--I've just glad I've never had one of those publicly dissected the way this one has been. Yikes

Happening del Fumetto: lista aggiornata ospiti e prime schede autori

Manca sempre meno al primo HAPPENING del FUMETTO: la lista degli ospiti -lasciatemelo dire- è davvero notevole, e non è ancora definitiva! Appuntamento sabato 6 settembre a Bergamo con:
Lola Airaghi, Alessandro Baggi, Maria Chiara Barossi, Luca Bertelè, Diego Cajelli, Pasquale Del Vecchio, Daniele "Kota" Di Nicuolo, Moreno Dinisio, Sandro Dossi, Marco Febbrari, Ivan Fiorelli, Roberta Ingranata, Davide La Rosa, Teresa Marzia, Federico Memola, Francesco Mortarino, Luca Rota Nodari, Maurizio Rosenzweig, Nicola Rubin, Claudio Sciarrone, Stefano Vietti.
Avevo promesso le schede degli autori presenti ma, visto il numero dei partecipanti, devo dividerle in almeno due post (ah! ve lo dico prima che salti fuori il PdF di turno: le schede sono quasi tutte copiate da altri siti, con qualche correzione o aggiunta qua e là):
LOLA AIRAGHI
Eleonora “Lola” Airaghi è nata a Rho il 21 novembre 1971. Ha frequentato la Scuola del Fumetto di Milano pubblicando, durante la frequentazione, storie a fumetti su “Il Corrierino” e su “Blue”, fino all'ingresso in Sergio Bonelli Editore nel 1997. Dapprima per Legs Weaver, successivamente passa a Brendon, ma realizza anche (nel 2011) una storia breve per il sesto Dylan Dog Color Fest. Nel corso degli anni collabora, disegnando tavole e illustrazioni, con diverse Case editrici, quali Hazard edizioni, Lizard edizioni, Glamour Associated, Manor, Galaxy Press e Artigiani Delle Nuvole, Glénat edizioni, Lo Scarabeo, Tunuè. Nel 2005, riceve il Premio Jacovitti Cartoomics - If come “Promessa” e, in occasione del Premio Yellowkid, viene premiata come “Immagine to the best Cartoonist”. Nel 2011, realizza "Battiti di legalità - una storia di Mafia” su testi di Mirko Perniola, edito dalla Provincia di Perugia e da Gli Amici del Fumetto di Città di Castello per la sensibilizzazione nelle scuole riguardo il fenomeno mafioso. Nel 2012, collabora con Paola Barbato al fumetto online "Davvero". Attualmente sta lavorando per una nuova serie ideata da Claudio Chiaverotti che verrà prossimamente proposta in edicola da Sergio Bonelli Editore.
ALESSANDRO BAGGI
Alessandro Baggi inizia, appena quattordicenne, a frequentare la Scuola del Fumetto di Milano, città dove è nato il 10 agosto 1966. Conquista un terzo premio nel 1983 e un primo premio, tre anni dopo, al Concorso nazionale per disegnatori esordienti di Prato (Premio Pierlambicchi). Inizia la sua attività professionale come illustratore di un mazzo di tarocchi ("I Tarocchi della Follia") per le edizioni Scarabeo; come fumettista viene invece tenuto a battesimo dalle testate "Splatter" e "Mostri" della Acme, per cui realizza alcune storie e copertine. Dal 1992, scrive e disegna per "Intrepido", di cui diventa copertinista nel 1995, proseguendo la sua collaborazione con questa storica testata fino alla sua chiusura, nel 1998. In quello stesso anno, avviene l'incontro con Mauro Boselli, che lo coinvolge nel progetto Dampyr. Baggi affianca all'attività di disegnatore quella di insegnante presso la Scuola del Fumetto di Milano, che pubblica anche alcuni suoi fumetti come Dove Muoiono i Barbapapà. Nel 1999, la Casa editrice Phoenix ha raccolto in un volume, dal titolo Vertigine, le sue storie brevi pubblicate in origine dalla Acme e dalla Universo. Attualmente è al lavoro su una storia di Dylan Dog.

MARIA CHIARA BAROSSI
In arte Kira Yukishiro, nasce il 3 Febbraio 1994: vive nel tranquillo paese di Villa di Serio, in provincia di Bergamo ed ha iniziato la sua “carriera” sulle pagine della rivista gratuita Mangakugan. ”Il fiore di sangue” pubblicato per diversi mesi proprio su quella pubblicazione, e “Blue dream-baku “, che ha trovato spazio sulle pagine della fanzine hyoutan sono le sue opere finora più importanti. Amante dello stile e del tratto di Hideaki Sorachi, Hiro Mashima, Arina Tanemura e della grandissima Yuu Watase, Maria Chiara ha una grande passione per il Giappone, nata addirittura ai tempi delle medie, tramite la lettura de “Il grande sole di Hiroshima”, che l’ha profondamente segnata.
Da allora la città che ama di più, da allora, è appunto Hiroshima, e un giorno spera di poterla visitare! Diversamente da altri autori, che hanno scelto l’Italia o l’Europa per ambientare i propri fumetti, lei decide di ambientare le sue opere manga in Giappone, proprio perchè ama la sua straordinaria, affascinante cultura. Per Manga Senpai è autrice della serie I 5 Demoni della Foresta.

LUCA BERTELE'
Nato a Lecce il 14 Febbraio 1974. Vive e lavora a Milano dove ha frequentato la Scuola del Fumetto. Ha esordito nel 1996 nel campo delle autoproduzioni e della piccola editoria, dove è stato co-fondatore della casa editrice Factory. Ha realizzato fumetti per alcune tra le più importanti case editrici italiane: Comic Art, Rizzoli, Hobby&Work, Play Press, Magic Press, Eura Editoriale, Disney. Illustrazioni per Paravia/Bruno Mondadori, Zanichelli, Giunti, Arnoldo Mondadori e Piemme.
Dal 1997 disegna la serie per bambini Lele Sabry e Tobia, su testi di Diego Cajelli, per il Touring Club Editore. Dal 2005 al 2010 è stato Production Manager di Edizioni BD, per la quale ha disegnato anche storie a fumetti.
Dopo aver lavorato sulla miniserie Long Wei dell’Editoriale Aurea e su Star Wars: The Clone Wars per l’inglese Titan Books, è diventato uno dei coloristi della nuova serie bonelliana Orfani.
DIEGO CAJELLI
Ottenuto il diploma di perito elettronico, frequenta il corso di sceneggiatura della Scuola del Fumetto di Milano, dove nel 1995 viene preso come docente.
Per la Xenia Edizioni scrive tre storie del bonellide Demon Hunter. Nel 1996 pubblica "Pulp Stories", e nel 1998 è tra i fondatori della Factory. Tra il marzo 1997 e il giugno 1998 è autore dei testi della miniserie in 7 albi (0-6) Randall McFly, con i disegni di Alfio Buscaglia e le copertine di Giuseppe Palumbo, pubblicata dalla SF edizioni.
Inizia a lavorare per Sergio Bonelli Editore chiamato da Carlo Ambrosini, che gli affida la sceneggiatura del fumetto Napoleone. Successivamente, è chiamato a collaborare alla realizzazione di albi della serie Dampyr da Mauro Boselli. Sempre per la Bonelli è autore di diverse sceneggiature di Legs Weaver e Zagor.
Nel 2008 ha vinto il premio "Gran Guinigi" come Miglior Sceneggiatore a Lucca Comics.
Per alcuni anni è stato anche conduttore radiofonico (conduceva il programma notturno Strane Storie per l'emittente Radio Popolare) e cabarettista presso lo Zelig di Milano.
Nel 2013 co-crea la serie a fumetti Long Wei (Editoriale Aurea), ambientata a Milano e con protagonista un giovane immigrato cinese. Nel 2014 è l'autore del volume autoconclusivo Chef Rubio - Food Fighter (Star Comics).
PASQUALE DEL VECCHIO
Pasquale Del Vecchio è nato a Manfredonia, nel foggiano, il 17 marzo 1965. Già dopo la maturità scientifica, inizia a muovere i primi passi da professionista, con la pubblicazione sulla rivista "1984" di alcune storie brevi. Collabora inoltre con "Il Giornalino" e realizza una storia sulle avventure in Africa di Walter Bonatti, di pugno dello stesso esploratore, pubblicata da Baldini. Nel 1991 disegna con Davide Toffolo "Memphis Blue", scritta da Daniele Brolli e pubblicata su "Cyborg". Pochi anni dopo, il contatto con la Bonelli, che lo coinvolgerà nell'universo poliziesco di Nick Raider, sebbene la sua prima prova per la Casa editrice di via Buonarroti sia stata spesa per un episodio di Zona X mai pubblicato. Il vero e proprio esordio bonelliano di Del Vecchio, dunque, è da far risalire al 1993, con l'avventura del detective newyorchese "Duri a morire", scritta da Gino D'Antonio, anche se due anni dopo si imbatterà nuovamente in Zona X, con un episodio firmato da Pier Carpi. Dopo aver lavorato per la serie creata da Carlo Ambrosini, Napoleone, nel 2007 fa il suo esordio su Tex. Attualmente è inserito in pianta stabile nello staff dei disegnatori del Ranger bonelliano.
DANIELE "Kota" DI NICUOLO
Diplomato nel 2010 alla Scuola del Fumetto di Milano, entra a far parte dello staff di Long Wei (Aurea) disegnando il numero 8 della serie creata da Cajelli. Vi consiglio la lettura di I <3 My Robot, una storia realizzata su testi di Michele Monteleone per un contest sul sito verticalismi.
MORENO DINISIO
Nato a Sarno (Sa) nell'87, cresce tra nord e sud nell'infanzia spensierata e felice. Frequenta l'istituto d'arte e continua con la Scuola del Fumetto di Milano. Disegna Giada per le Edizioni Arcadia per poi approdare sulle pagine di Mytico! (Corriere della Sera). Successivamente realizza, in coppia con Maurizio Rosenzweig, la miniserie Clown Fatale (inedita in Italia) per la Dark Horse Comics.
SANDRO DOSSI
nasce a Monza (Milano, Italia) nel 1944. Nel 1961 conosce Pier Luigi Sangalli e inizia a frequentare il suo studio, imparando il mestiere di disegnatore di fumetti. Nel 1964 inizia la collaborazione con l'editore Renato Bianconi disegnando storie del gatto Felix.
Tra il 1965 e il 1975 realizza avventure di personaggi come Braccio di Ferro, Chico, Geppo, Pinocchio e Tom e Jerry, su sceneggiature anche di Alberico Motta e, fino al 1980, prosegue gli stessi personaggi per le Edizioni Bianconi come autore completo.
Nel 1980 approda alla Disney e inizia a disegnare serie di storie con Topolino, Paperino e Paperinik (180 in circa 25 anni).
Tra il 1991 e il 1993 partecipa all'avventura del nuovo Tiramolla della Casa Editrice Vallardi, disegna per Rizzoli storie di Wile E. Coyote, Bugs Bunny, Silvestro, Speedy Gonzales e il Diavolo della Tazmania (personaggi Warner Bros) nonché storie di Topo Gigio e Prezzemolo per la FPM Editore.
Tra il 1992 e il 1993 si occupa della formazione di nuovi disegnatori Disney presso la Epierre.
Tra il 1994 e il 1995 illustra favole classiche e disegna storie della Pantera Rosa.
In collaborazione con la moglie Loredana disegna serie di albi "attacca e stacca" di Calimero, la famiglia Smiley, Frosty, le Power Girls, Daffy Duck e altri personaggi.
Nel 2002, all'entrata in vigore dell'euro, realizza per la Panini l'opuscolo esplicativo con un personaggio da lui ideato, Eurillo, e per la Banca Popolare dell'Emilia Romagna una guida divertente con i Flintstones (gli Antenati) che entrano nell'era della nuova moneta.
Tra il 2004 e il 2008 disegna brevi storie a fumetti dei personaggi Warner Bros per la pubblicazione G-Baby dei Periodici San Paolo. Realizza direttamente per la Warner Bros statunitense una serie di sei libri activity book con Titti e Silvestro. Per la casa editrice Play Press produce l'Enigmistica di Tom e Jerry completa di giochi e disegni, collaborando inoltre con varie pubblicazioni di giochi enigmistici.
MARCO FEBBRARI
Sceneggiatore, fa parte del "gruppo dei bresciani" che, nei primi anni '90, crea prima la serie Full Moon Project e poi Hammer per la Star Comics. Di quest'ultima -tornata recentemente nelle edicole in una splendida ristampa by Mondadori- ha sceneggiato il numero uno (insieme a Majo) e il numero 10, collaborando inoltre alla stesura dei soggetti della maggior parte degli albi.
IVAN FIORELLI
Nasce a La Spezia nel 1988. Dopo aver frequentato la Scuola del Fumetto di Milano, inizia la sua carriera fumettistica nel 2010, disegnando un numero speciale di Malasorte (Arcadia Edizioni), su soggetto e sceneggiatura di Marco Furlotti. Nel 2012 entra nella squadra di Mytico!, edito da Rizzoli/Corriere Della Sera, disegnando le avventure di Eracle, sceneggiate da Diego Cajelli. Sempre per RCS, realizza  alcuni fumetti pubblicati su I Miti del Calcio per La Gazzetta dello Sport, sceneggiati da Marco Schiavone e Tito Faraci. Nel 2013 fa il suo esordio su Nathan Never, con la storia "Ali d'acciaio", pubblicata sul numero 265 della collana.
ROBERTA INGRANATA
Disegna, in coppia con Elena Cesana, il numero cinque di Davvero (Edizioni Arcadia) e, per Bizarre New World, la storia Utopia Calling (testi di Michael Woods).

La Spider-Woman di Manara - Fermi tutti: abbiamo una vincitrice!

Immagino siate tutti più o meno aggiornati sulla polemica "lettori americani scandalizzati vs Milo Manara": riassumendo, comunque: la Marvel commissiona una variant cover di Spider-Woman a Manara, ben sapendo che è uno dei più importanti disegnatori erotici di sempre, e lui fa quello che sa fare meglio: disegna una ragazza sensuale e provocante. Tipo così:
Ora: la cosa davvero drammatica è che la Marvel considera Spider-Woman una testata/simbolo della rinnovata attenzione verso i personaggi femminili nel proprio universo. E fa disegnare i suoi albi a Greg Land (che ricalca le foto di attrici porno da sempre) e una variant cover a Milo Manara. Che è un po' come affidare il rilancio di Topolino a Miguel Angel Martin...
Tutto il resto è la solita, ridicola, scenetta della gente facile a scandalizzarsi che deve per forza far valere le proprie ragioni.
Il disegno non è certo il migliore di Milo Manara (anche se... guardate quella schiena! conosco disegnatori che darebbero il braccio destro -quasi tutti mancini, a dire la verità- per riuscire a disegnare una schiena così), e la posa non è certo realistica (e sappiamo quanto ci tengano, gli americani -specie in campo supereroistico- alla precisione dell'anatomia e delle pose: già... Liefeld e McFarlane li abbiamo "creati" noi europei), ma...
Ho appena visto una tizia, tale Karine Charlebois -cioè una che disegna così:
che ha deciso che qualcuno doveva infine prendersi la responsabilità di insegnare a Manara a disegnare.

Cosa penso di Manara: è uno degli autori fondamentali del fumetto europeo degli anni '70, con capolavori assoluti come le storie di H.P.; negli anni '80 diventa il miglior disegnatore e autore di fumetti erotici di tutti i tempi: le sue donnine -ma non solo: perché Manara è un disegnatore strepitoso sotto ogni punto di vista- diventano fonte di ispirazione per... beh: più o meno tutti. Poi si fossilizza, perde entusiasmo e voglia, e realizza fumetti disegnati benissimo ma davvero poco interessanti. Negli ultimi anni perde anche buona parte della magia nel disegno.
Ma, anche quando disegna coi piedi, da lezioni a quasi tutti.

La sola idea di prendere una disegnatrice qualsiasi e farle fare la maestrina ad uno dei più grandi fumettisti di sempre è aberrante sotto qualche miliardo di punti di vista: se un disegnatore non ti piace smetti di comprare i suoi albi, non gli fai le lezioncine su COME DOVREBBE DISEGNARE SECONDO TE.
Che, poi, se non l'aveste capito dalle due vignette qui sopra, la Charlebois è qualitativamente lontana anni luce dal poter solo pensare di spiegare qualcosa sul disegno a Manara.

Immediate le reazioni degli altri disegnatori: due icone del fumetto supereroistico come Kevin Maguire e J Scott Campbell si sono schierate apertamente contro l'articolo pubblicato su The Mary Sue.
Il primo scrive: "sono l'unico a trovarlo criticabile? Un tutorial per spiegare a un artista leggendario come disegnare in uno stile che incontri l'approvazione del blogger"; J Scott Campbell rincara la dose: "viviamo in un tempo dove molta gente, spesso dei codardi, semplicemente godono nel fare crociate e offendersi per "false controversie" e non commentano quasi mai le vere atrocità che accadono nel mondo".

Comunque, visto che lei (e il sito che le ha chiesto di fare questa cazzata) non trova niente di male nel rendersi ridicola agli occhi del mondo, ecco come Manara avrebbe dovuto disegnare la cover:
Non ci capirò un cazzo io, di fumetti e disegno, ma tra le due comprerei mille volte quella disegnata da Manara. E adesso scusate, ma devo fare una telefonata a Cristiano Ronaldo per spiegargli come dovrebbe calciare le punizioni...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...