venerdì 25 aprile 2014

conilnasolungo.wordpress.com: il sito della mostra su Pinocchio!

Mancano ormai pochi giorni all'inaugurazione della mostra PINOCCHIO: DISEGNI CON IL NASO LUNGO. Stiamo facendo le corse per "chiudere" in tempo, ma più di noi stanno correndo i disegnatori che, come da tradizione, hanno avuto un largo preavviso (beh: non proprio tutti!) e si riducono a lavorare all'ultimissimo momento. Uno di loro, in particolare, mi stupirebbe più se consegnasse che in caso contrario...
Nulla di nuovo sotto il sole (anzi!): ma ci tengo a dire che le illustrazioni che stanno arrivando sono spettacolari, e che a brevissimo consegneranno i loro omaggi alcuni dei miei fumettisti preferiti.
Ma non di soli fumettisti vive la mostra: la Mamma Fata qui sotto, per esempio, è opera di Valentina Bidoglia, un'illustratrice bergamasca che ha all'attivo alcuni libri per l'infanzia e alla quale voglio molto (e auguro ogni) bene:
fantastico, eh? è un quadro e sarà esposto "l'originale"
Il sito è ancora un cantiere aperto (mancano, tra le altre cose, le biografie degli autori: lasciatemi il tempo di scriverle, che il Jesus Christ Superstar mi ha tolto giorni dal calendario ed energie!), ma inizia ad avere una propria fisionomia. Lo trovate cliccando qui sopra: vi invito a darci un'occhiata da subito: ogni suggerimento è bene accetto: (sì: sto cercando di battere il record di frase con più "due punti" della storia) pensavo di pubblicarci tutto il libro originale, per esempio, o anche solo le descrizioni che Collodi ha scritto per i personaggi delle canzoni: per dire: Gli Assassini: "(Pinocchio) vide nel buio due figure nere tutte imbacuccate in due sacchi da carbone, le quali correvano dietro a lui a salti e in punta di piedi, come se fossero due fantasmi".
Autori coinvolti (in rigoroso ordine alfabetico): Luca Baroni, Giacomo Bevilacqua, Valentina Bidoglia, Fabio Celoni, Sandro Dossi, David Messina, Giacomo Michelon, Luca Rota Nodari, Sara Pichelli, Sergio Ponchione, Giacomo Pueroni, Robi 3-71, Giovanni Romano, Nicola Rubin, Valerio Schiti (con la probabile partecipazione di Matteo Cremona & altri).
Siamo apertissimi ad ogni tipo di collaborazione: se qualche disegnatore (non è obbligatorio essere famosi) vuol "salire a bordo" sappia che, al momento, stiamo cercando un disegno proprio per Gli Assassini, ma vanno bene anche eventuali "doppioni"; se qualcuno vuole darmi una mano per i testi spero sia una donna: potrei baciarlo e ho una spiccata preferenza per il genere femminile; se c'è gente disposta a preparare un video con una canzone dall'album di Biglioli e una slide delle illustrazioni, non ha che da farsi avanti; se avete un bambino che vuole inviarci un suo disegno: non aspettiamo altro (eccetera, eccetera, eccetera...)
 
dx: "Il ciuchino Pinocchio" di Luca Rota Nodari - sx: "Nel Paese dei Balocchi" di Nicola Rubin
 
dx: "Arriva il Grillo" by Giovanni Romano - sx: "Bambino!" by Robi 3-71

Inaugurazione: sabato 3 maggio, ore 15,00, Corte 105 (Via XX Settembre, 105 - Bergamo).

giovedì 24 aprile 2014

Dall'altra parte del sipario: intervista a Paride Acacia

Inizia con questo pezzo una serie di interviste attraverso le quali mi propongo di raccontare i protagonisti -anche (se non principalmente) quelli meno celebrati- del teatro italiano.
Per il primo appuntamento ho abusato della pazienza di Paride Acacia, uno degli interpreti della "nuova stagione" dei musical in Italia, che ha inizio nei primi anni '90 e il suo apice all'inizio dei 2000: nel 1994 si aggrega alla compagnia che -sotto la direzione di Massimo Romeo Piparo- porta in scena il Jesus Christ Superstar a Messina e, successivamente, in tutta Italia. Sempre con Piparo recita in Tommy (degli Who) e La Febbre del Sabato Sera, con un cast che annovererà, negli anni, Rocky Roberts, Bob Simon (Frank'n'Further nella versione londinese del Rocky Horror Show) e Stefano Masciarelli. Seguono My Fair Lady (con -nelle varie edizioni- Olivia Cinquemani, Gian del duo Ric & Gian, Luca Ward e Vittoria Belvedere), Alta Società con Vanessa Incontrada, Rinaldo in Campo con Serena Autieri.
E' il protagonista del musical Corleone, insieme a Marco Morandi.
Interpreta anche spettacoli di prosa come Confessione, Hieros (con Anna Galiena), Odisseo, Le Muse e l'Incanto e Malacarne. Ha scritto e diretto gli spettacoli Reazionaria, Discorsi Sconnessi e Penuma.
E' stato corista, nel 2005, per Rai 2, ed uno dei protagonisti del film Ragazze a Mano Armata, di Fabio Segatori.
Accompagna il Jesus Christ di Piparo in questi vent'anni di repliche -durante i quali la produzione è passata dal Teatro della Munizione a Planet Musical (1998) e, infine, a Peep Arrow- recitando a fianco di grandi attori e celebrità televisive: Carl Anderson (il Giuda nel film del 1973), Mario Venuti, Amii Stewart, Simona Bencini, Olivia Cinquemani, Max Gazzè...
In questi giorni ha debuttato al Teatro Sistina di Roma (quello dove Garinei e Giovannini hanno scritto la storia della commedia musicale italiana con spettacoli come Rugantino, Aggiungi un Posto a Tavola e Un Mandarino per Teo) la versione per il ventennale del JCS by Piparo, con un cast stellare: oltre a Ted Neeley (il mitico protagonista della pellicola di Jewison, nel 1973), ci sono Simona Molinari nel ruolo di Maddalena, Pau dei Negrita (che suonano dal vivo sul palco) in quello di Pilato e Shel Shapiro nel ruolo di Caifa. Paride, che ha cantato per anni le parti di Gesù, lascia spazio a Ted Neeley e interpreta un Annas strepitoso.
- Ciao Paride, intanto grazie di nuovo e complimenti per la tua interpretazione di Annas nel Jesus Christ Superstar… Ti chiedo scusa perché alcune domande saranno per forza di cose banali, ma sei la memoria storica del gruppo, quello con la carriera più lunga all’interno del cast, e ho parecchie cose da chiederti.
Partiamo da lontanissimo: primi anni ’90, tu canti in un gruppo hard rock, i Dick Dastarbly (io l’ho trovato scritto così, con la B al posto della D: è un errore o una cosa voluta?)
Mi riesce difficile pensare a Messina -non perché è in Sicilia, ma in quanto è una piccola città: la stessa difficoltà la ho con Bergamo- come un ambiente particolarmente ricettivo e/o culturalmente stimolante… oppure no?

Nella metà degli anni 80 fino a tutti i 90 Messina è stata una focolaio di due scene alternative e distinte ma ricche e stimolanti, quella New Wave-Dark, e quella Hard Rock\Heavy Metal, con decine di gruppi ed un pubblico vasto, da li i Dick Dastarbly che facevano un misto tra Aereosmith e Led Zeppelin, con la B perché era voluta.
Dick Dastardly: non so voi, ma io faccio fatica ad associarlo all'Heavy Metal...
- 1994: il Teatro della Munizione di Messina affida a Massimo Romeo Piparo la regia del Jesus Christ Superstar. Una messa in scena tutt’altro che scontata, visto che i musical non sembrano appartenere alla cultura teatrale italiana: la Compagnia della Rancia ha debuttato da poco e troverà il primo vero successo solo l’anno successivo, con West Side Story. Perché ti presenti alle audizioni?

Non ho fatto nessuna audizione, il cast lo mise in piedi Dino Scuderi coadiuvato da Massimo Piparo, ed era tutto interno alla scena musicale di quel tempo. Ci sembrò una bella cosa riproporre un'opera rock, non furono fatti molti calcoli di mercato e non conoscevamo La Rancia.

- Ed è subito un successo… venite presto chiamati a Milano, dove riempite il Teatro Nuovo, e nelle maggiori città italiane: parte un tour che continua ancora e sembra inarrestabile. All’inizio ti alterni con Egidio La Gioia nei panni di Gesù: bella responsabilità. Come hai affrontato un ruolo così difficile?
JCS edizione 2010: con Maddalena/Simona Bencini (voce dei Dirotta su Cuba)

No: io ho sempre solo fatto Gesù e lui solo Giuda, solo in occasione della venuta in un cast allargato con due Maddalene (Olivia e Amii) io mi alternavo con lui, ed anche in Annas sempre io e lui. Sotto il profilo vocale attoriale prendendo spunto ovviamente da Ted Neeley e Ian Gillan, ma discostandomene subito, volevo trovare ed in parte ci sono riuscito una via mia per interpretare quel ruolo, e non essere anche una buona copia del film o del disco.

- Sbaglio o sei l’unico “sopravvissuto” del cast originale? Sei ancora in contatto con gli altri? E perché sei rimasto?

Sono sopravvissuto perche mi sono adattato anche in altri ruoli ed ho conservato un buon rapporto con la produzione. Certo che sono in contatto con tutti gli altri: siamo rimasti amici e ci sentiamo spesso.
 sempre nel 2010 (sopra) con Pilato/Mario Venuti e, sotto, un servizio col cast di quest'anno:
- Confesso di non aver seguito le ultime tournée del JCS: oramai ti sei appropriato definitivamente del ruolo di Annas (sinceramente: riesce difficile immaginare –almeno in Italia- un altro recitarlo) oppure sei tornato a vestire i panni di Gesù?

Con Ted sono Annas, quando Ted riposerà sarò Gesù.
- Quali sono le principali difficoltà che comporta interpretare Annas, e quali sono le parti in cui ti diverti di più? Non canticchi mai le strofe di Elio e Le Storie Tese, durante le prove di This Jesus Must Die?

La difficoltà vocale è che Annas è un tenore con un falsetto potente ma allo stesso tempo leggero e ficcante, ma mi ci ritrovo bene, ed è un personaggio ricco di sfumature. Sì, conosco Elio: lui fece in una replica Caifa, nel 1995 con noi.
- Quale credi sia la grande forza di uno spettacolo come il JCS? Non ti chiedo di elencarle tutte, ma quella che tu ritieni la più importante…

Ormai solo intrattenere e non rivoluzionare, far riflettere sul mito e l'archetipo dell'eroe bello che muore giovane per una giusta causa.

- Hai condiviso il palco, oltre che con varie celebrità, con veri e propri mostri sacri del musical: Carl Anderson e, ora, Ted Neeley. Com’è, a livello emotivo? E ce li puoi descrivere in poche parole?

Sono persone semplici, professionali e serene, ed in questo ambiente di nevrotici narcisi è merce rara.
con Carl Anderson

- Quali sono i “compagni di viaggio” che ricordi con più piacere?

Tutti, ma in particolare Massimiliano Giusto e Ciccio Regina, con i quali formavo il trio dei Bee Gees nel musical La Febbre del Sabato Sera.
con Massimiliano Giusto e Francesco Regina in La Febbre del Sabato Sera
- La nuova versione del Jesus è una evoluzione di vent’anni di repliche, con pochi miglioramenti, più che variazioni (a parte la canzone di Erode, che è una delle scene che deve sempre stupire e che quindi è quella che meno può “sedersi sugli allori”). Lo spettacolo, tra l’altro, era già molto bello nelle prime stagioni: credi arriverà mai un momento in cui avrete voglia di rinnovarlo completamente?

La tradizione è innovazione ma anche stabilità: perché cambiare delle cose che non hanno tempo?


- Parliamo di alcuni degli altri ruoli che hai affrontato: in Tommy cantavi Pinball Wizard. Quanto ha influito la performance di Elton John nel film?

Moltissimo ed è stato divertente.


- Ne La Febbre del Sabato Sera interpretavi Barry Gibb: i Bee Gees apparivano sul palco a cantare alcune canzoni della colonna sonora mentre la scena proseguiva… io sono sempre stato combattuto tra il ritenerla un’idea geniale o un declassamento a macchietta. Vi siete posti il problema, nel preparare lo spettacolo?

Geniale perché non eravamo i Bee Gees…ma credevamo di esserlo e nell’impostura si cela la genialità.

ancora La Febbre del Sabato Sera, prima stagione

- Hai studiato canto e recitazione o sei un autodidatta?

Recitazione sì, in vari laboratori. Il canto invece non l'ho mai studiato: solo i dischi di Ac\Dc, Kiss e Journey mi hanno insegnato a cantare.


- So che insegni recitazione: quanto credi che le scuole possano aiutare chi si avvicina al mestiere dell’attore? 

Abbastanza se non diventano delle conventicole: il nostro motto è studiare al massimo tre anni e poi via, l’allievo deve sperimentare altro e non fossilizzarsi in un metodo o con un insegnante.


- Quanto è stato difficile avvicinarsi, per te che avevi sempre fatto musical, al teatro di prosa?

Poco o nulla: è sempre recitare.


- Quale dei tuoi spettacoli ho sbagliato a non venire a vedere?

Rinaldo In Campo.

- Ti sei avvicinato lentamente alla regia e, da qualche anno, scrivi e dirigi alcuni spettacoli. Lo trovi un passaggio naturale per ogni artista o un’aspirazione di pochi? E… come si sta, dall’altra parte del palco?

Il regista è sempre un attore fallito e allora già preavverto il mio fallimento ed è per questo che mi do alla regia.

 
- Hai scritto un libro, “I sogni finiscono all’imbrunire” che hai definito “surreale e alchemico, forse ascrivibile ad uno scritto generazionale”. Cosa significa, per te, scrivere?

Liberarsi: è un outing psicanalitico.

Che altro aggiungere? Paride sarà in scena, con il Jesus Christ Superstar, al Teatro Sistina di Roma fino al primo di giugno: non c'è nessun annuncio, ma sembra improbabile che lo spettacolo non venga richiesto in tournée nella prossima stagione. Per gli amanti del genere, ma non solo, è un appuntamento obbligato.
Domanda che girerò alla produzione, prima o poi: com'è possibile che, dopo vent'anni di messa in scena, non sia ancora in vendita un dvd, o almeno un cd musicale della versione italiana? Il cast di quest'anno sembra fatto apposta per colmare la lacuna:

mercoledì 23 aprile 2014

Bettie Page - auguri in ritardo

Nata a Nashville il 22 aprile 1923, Bettie Page è stata e rimane il simbolo di un erotismo ironico e di classe. In questa foto rasenta la perfezione:
o forse la supera proprio.
 
 
Non si può usare la parola Pin-Up senza pensare a lei, vera e propria icona erotica del ventesimo secolo e sicuramente la più famosa modella fetish e bondage di sempre. Innumerevoli gli omaggi, a partire da quello di Dave Stevens che sceglie il suo volto per la protagonista di Rocketeer:
e le attrici e modelle che si sono ispirate al suo look: Uma Thurman, Katy Perry, Dita Von Teese, Beyoncé...
Abituata ad essere molestata sin dalla più tenera età (del padre disse "non mi ha mai stuprata per paura di mettermi incinta, ma mi toccava continuamente"), abbandona l'insegnamento anche perché "non potevo controllare i miei studenti, specialmente i ragazzi". Sinceramente? Posso capirli:
 
 
Verso la fine degli anni 40 vennero fondati dei "camera club" (dove camera sta per "macchina fotografica") per aggirare le leggi statunitensi, che erano molto restrittive per quanto riguardava le immagini di nudità. Page diventò presto una celebrità nel campo della fotografia glamour, grazie alla sua mancanza di inibizioni sui set fotografici.
 
   
Bettie Page inizia ad apparire sulle copertine di riviste per uomini come Wink, Eyefull, Beauty Parade e Titter nel 1951, e la sua carriera dura per sette anni: nonostante la natura erotica dei suoi scatti, non apparve mai in nessuna immagine con contenuti sessuali espliciti.
 
 
Nel gennaio del 1955 è la playmate del mese su Playboy e, nello stesso anno, posa per la foto celebrativa per i due anni della rivista. Hugh Hefner ebbe a dire: "penso che fosse una donna straordinaria, una figura iconica nella cultura pop e che ha influenzato la sessualità e il gusto nel fashion, una persona che ha avuto un impatto incredibile sulla nostra società."
 
 
Un tale splendore non poteva certo lasciare indifferenti, e attirò le persone più in vista del periodo: Bettie Page ha raccontato di essere stata pagata per fare sesso con John Fitzgerald Kennedy:
"un giorno, Frank Sinatra mi telefonò, dicendomi che aveva un amico molto importante che voleva incontrarmi ed era uno dei miei più grandi fan. Si rifiutò di dirmi il nome di questo suo amico, ma mi disse che era affascinante, ricco e bello.
L'incontro avvenne in una casa a Palm Springs.
Un maggiordomo mi fece attraversare il soggiorno, fino alla piscina dove vidi un uomo in piedi.
Quando mi avvicinai, mi attirò a se e mi diede un lungo, lunghissimo bacio. "Ho aspettato molto questo momento" mi disse, abbracciandomi forte. "Colleziono le tue fotografie". Era ovvio che fosse eccitato.
Mentre ci baciavamo, ci spogliammo.
Era steso sulla schiena, voleva che io stessi sopra, abbiamo fatto sesso all'aperto, ai bordi della piscina. Dopo aver finito con me, si è fatto una doccia senza invitarmi a seguirlo. Non mi ha nemmeno baciato prima di andarsene.
Tutto quello che disse fu: "Comunque, io sono Jack Kennedy" (non so se è un errore di trascrizione o se John F. si presentò davvero così N.d.M.)
Più tardi, divenne l'uomo più famoso d'America."
 
e con Katharine Hepburn:
Introduzione:
"ai tempi, non avrei mai pensato che Katharine Hepburn potesse essere lesbica. Quelle storie su di lei vennero fuori molto più tardi. Quella donna sapeva come salvaguardare la sua privacy. Avrei potuto vendere la storia alla rivista Confidential: ma non volevo che i miei fan pensassero che anch'io fossi lesbica."
Bettie Page racconta:
"un giorno ricevetti una misteriosa telefonata da una donna che dichiarava di lavorare per un fotografo che voleva ingaggiarmi per posare in lingerie ad un indirizzo di Hollywood. Mi offrirono mille dollari.
Arrivata in taxi, sono stata accolta all'ingresso di una grande villa. La porta mi venne aperta da una donna anziana, probabilmente sui sessant'anni, che non s'identificò.
Dopo avermi offerto un bicchiere di spremuta d'arancia, mi accompagnò in una camera da letto al piano superiore. Sul letto c'era della lingerie.
La donna mi disse di indossare qualsiasi cosa volessi e di aspettare il fotografo. Era la lingerie più costosa che avessi mai visto. Non c'era materiale bondage. Mi misi un reggiseno e un paio di panties rosa, tenendo i miei tacchi alti. Agli uomini piace.
Ho aspettato per circa un quarto d'ora, finché non sentii bussare alla porta. Sono andata ad aprire e ho scoperto, con enorme sorpresa, Katharine Hepburn vestita con un paio di pantaloni e una camicia bianca da uomo.
Inizialmente ero sbalordita e non riuscivo a parlare. Lei era una delle mie attrici preferite. L'avevo adorata in "La regina d'Africa". Non era truccata: solo un po' di rossetto rosso chiaro. Aveva un portamento regale e non sembrava particolarmente giovane.
Io mi sono solo distesa e ho chiuso gli occhi. Ha fatto tutto lei."
    
Nel 1953 Bettie studiò recitazione allo Studio di Herbert Berghof. Fece apparizioni negli show televisivi "The United States Steel Hour" e "The Jackie Gleason Show". Recitò a teatro, nell'Off-Broadway, in "Il tempo è un ladro" e "La domenica costa cinque pesos". Nella rivista burlesque "Striporama", di Jerald Intrator, oltre a ballare, ha un brevissimo ruolo recitato: è l'unica volta in cui la sua voce è stata registrata. Partecipa succesivamente ad altri due film a tema burlesque, diretti dal fotografo al quale deve buona parte della sua fama, Irving Klaw ("Teasarama" e "Varietease"). In questi film, oltre a Bettie, recitano Lili St. Cyr e Tempest Storm.
 
  
Nel 1954 Bettie incontra Bunny Yeager, una ex modella che stava provando a sfondare come fotografa. Bunny scritturò la Page per un servizio fotografico in un ex parco naturale africano, a Boca Raton (Florida). "Bettie in The Jungle" è uno dei servizi fotografici più famosi di tutti i tempi: il vestito di pelle di leopardo fu cucito da Bettie Page, che realizzava sempre da sola la propria lingerie:
 
 
Negli anni '70 alcuni disegnatori, tra cui Eric Stanton, iniziarono a utilizzare la figura di Bettie Page per le loro illustrazioni. Nel 1979 Robert Blue allestì una mostra a Los Angeles chiamata "Steps Into Space", con tutti i suoi quadri riguardanti Bettie. Più o meno nello stesso periodo la Fiorucci utilizza i ritratti della Page realizzati da Olivia De Berardinis per pubblicizzare i suoi jeans. Quelle illustrazioni ebbero molto successo, tanto che Olivia continuò per anni a utilizzare Bettie Page come modella virtuale, pubblicando nel 2006 il libro "Bettie Page by Olivia":
 
fantastici, vero? Ma l'originale è meglio:
 
 
Nel 1960 l'Fbi, nel corso di un'inchiesta sulla stampa erotica, aprì un file su di lei: provata dagli interrogatori e da alcuni episodi di stalking fuggì da New York e cambiò vita, dedicandosi all'attivismo cristiano/protestante. Ma i tempi di Claudia Koll erano ancora lontani da venire, e non c'era comprensione per una missionaria pluridivorziata ed ex modella erotica. Finì isolata e vicina alla pazzia: la diagnosi fu "schizofrenia paranoide".
 
Nel 1979, dopo un alterco con la sua padrona di casa, ebbe un esaurimento nervoso e rimase per più di un anno e mezzo nell'ospedale psichiatrico di San Bernardino, in California. Dopo un litigio con un altro padrone di casa fu arrestata per aggressione e trovata "non colpevole per insanità mentale". Rimase sotto la custodia dello stato per otto anni, fino al 1992.
 
 
Quando uscì, il culto della sua immagine era già scoppiato, ma lei ne rimase all'oscuro per parecchi anni: solo più tardi cercò di recuperare i diritti sulla sua immagine, ma si affidò a un avvocato disonesto e riuscì a sopravvivere solo grazie alla biografia The Life of a Pin-up Legend (2006) e all'aiuto economico di Hugh Hefner, l'editore di Playboy.
 

 
Muore nel 2008, lasciando come ultime parole "Non ho cercato di essere scandalosa o di essere una pioniera. Non ho cercato di cambiare la società o di anticipare i tempi. Non ho pensato di essere un'emancipata e non credo di aver fatto qualcosa d'importante. Sono solo stata me stessa. Non conosco altro modo di essere o vivere."
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