lunedì 27 aprile 2015

400.000 visite!!! Parlo di fumetti e festeggio con Dani Daniels!

già... non seguo più il blog come prima, tanto che mi sono accorto solo oggi di aver superato la soglia delle quattrocentomila visite!!!
Tanta roba, anche se nulla di particolarmente eclatante: ormai è quasi un anno che ho ridimensionato il mio impegno e diradato di molto il ritmo dei post, andando a perdere più della metà delle visualizzazioni (non che prima fossero chissà quante... ma quando ho "mollato" ero sulle seicento al giorno: numeri da blog di discreto interesse, anche se lontanissimi da quelli dei blogger di successo). Il colpo di grazia l'ha dato il mio (momentaneo?) disinteresse per i fumetti: anche se i post di maggior successo parlavano di tutt'altro, mi è sempre stato chiaro che il mio "pubblico di base" era composto da appassionati di fumetti.
Recentemente ho scritto un post lunghissimo sul rilancio di Dylan Dog (una delle poche serie che continuo a leggere): l'avevo quasi finito ma poi non l'ho più riletto e... boh: probabilmente a breve andrò a cancellarlo del tutto.
  
Perché?
Boh... non so nemmeno se la mia è stanchezza "del fumetto" o "dello scrivere": forse un po' tutte e due. In questo periodo sto leggendo davvero poco (a parte i libri), e solo serie bonelliane: oltre a Dylan seguo Orfani, Le Storie, Adam Wild e Lukas (quest'ultimo con poco entusiasmo, devo dire...).
Oggi è stato il turno di TEX, con la splendida ORO NERO di Gianfranco Manfredi e Leomacs: mi piace tornare al western di Aquila della Notte -che, da quando è gestito da Mauro Boselli, è il miglior fumetto italiano- e mi sono davvero divertito con la prima parte di questa storia molto, molto moderna (sia come sceneggiatura che nel taglio dei disegni). Ho letto anche il primo numero di Coney Island: cheddire? intrigante... ma mi riesce davvero impossibile capire come si evolverà la storia e quindi, devo aspettare almeno il secondo albo prima di dare un giudizio.
Le Storie è una collana un po' troppo altalenante, per i miei gusti, ma ci trovo spesso delle gradevoli sorprese... mi pare che le copertine siano un po' calate qualitativamente (nulla da dire su Di Gennaro, ci mancherebbe! Però prima, quando le vedevo, esclamavo "WOW!!!"... adesso mi limito a "bella" -senza maiuscole).
  
 
Adam Wild è un azzardo davvero coraggioso: Manfredi ribadisce che non gliene frega nulla di quello che vuole il pubblico -chi mai avrebbe scommesso sul successo dell'ambientazione di Volto Nascosto?- e della modernità: la sua nuova serie è un ritorno ai film di Errol Flynn che, insomma... andavano di moda cinquant'anni fa.
Ma lo fa con la sapienza del grande narratore: ha delle storie da scrivere e sa che sono belle e che vale la pena raccontarle.
Chissenefrega di quello che ci si aspetta adesso da una collana a fumetti: uno scrittore deve trovare il modo di far piacere le SUE storie, quelle che sente di dover scrivere, e non ha l'obbligo di "piegarsi" alle (presunte) richieste del mercato.
Non del tutto, perlomeno.
Devo dire che non ho grande fiducia sul successo commerciale di Adam Wild, anche se lo leggo molto volentieri. E mi piacerebbe venire sorpreso, per una volta...
Cosa manca? ah, già: Orfani.
Ho apprezzato moltissimo la prima serie ma, per il momento, un po' meno la seconda. Non che non mi piaccia, eh? I disegni, soprattutto, sono di altissimo livello.
Però la fuga di Ringo e dei tre ragazzini mi sta coinvolgendo meno di quanto successo con i primi albi: forse semplicemente perché erano storie corali, con più personaggi?
Può essere... io continuo a leggere fiducioso.
Capitolo Lukas: molto, molto meglio di Caravan (una serie che ho trovato noiosa e scontata). Però non riesco a capire per quale motivo Medda -che ritengo uno dei migliori scrittori di sempre di Dylan Dog- non riesca a stupirmi sulle sue serie più personali.
Bello e narrato bene, Lukas non mi ha però fatto innamorare.
 
 
Ma io sto parlando di fumetti e voi vedete le foto di una tizia seminuda: è Dani Daniels e no, non vi state sbagliando... è una pornostar.
Bellissima, secondo me (eqquindi: VIVAVIVA DANI DANIELS!!!)
 
Fa anche cosplay, ogni tanto: 
ma, soprattutto... guardate che gifs:

lunedì 20 aprile 2015

i NOBRAINO e la pipì fuori dal vaso

Riassunto: ieri, alle cinque del mattino, sul profilo twitter di Lorenzo Kruger (il cantante dei Nobraino) appare questo post: "Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate" sopra una foto di una delle vittime della strage dei migranti.
Fermandoci qui ci sarebbe da andare da Kruger e spaccargli la faccia.
Ed infatti è quello che -nel mondo virtuale in cui viviamo- è accaduto davvero: una marea di post indignati, Roy Paci che cancella l'esibizione dei Nobraino al concerto del Primo Maggio di Taranto, seguito a ruota dal Comitato Venticinque Aprile Fornacette, insulti a non finire e promesse di pomodori e merda sui prossimi palchi calcati dalla band romagnola.
Il post pare essere stato scritto da Néstor Fabbri, il chitarrista, e non da Kruger... ma in sostanza non cambia nulla.

Io li conosco, i Nobraino: leggo e non ci credo.
Perché se c'è una cosa di cui sono sicuro è che nessuno di loro potrebbe gioire per la morte di un essere umano: mi pare abbastanza ovvio che quella sia una battuta sarcastica riuscita decisamente male.
E infatti vado a vedere il tweet, ci clicco sopra e si apre questo articolo sul sito "Diritti e Frontiere":

Centinaia di morti e dispersi 120 miglia a sud di Lampedusa. L'Europa degli indifferenti rimane a guardare,occorre una missione di salvataggio gestita dalle Nazioni Unite. Basta con la criminalizzazione dei migranti e di chi li assiste.


Mi chiedo: davvero?
Siamo sicuri che se la stessa battuta l'avesse fatta... chessò: Spinoza, non saremmo tutti a sorriderne amaramente e basta?
I Nobraino hanno sbagliato, e su questo non ci piove. Hanno sbagliato perché non sono stati capaci di far capire quello che pensavano (e l'incapacità di utilizzare facebook e twitter, di questi tempi, è un handicap gravissimo -specie per dei personaggi pubblici) e hanno sbagliato ancora di più quando non hanno chiesto scusa subito a tutti... già: perché nelle ore successive si è cercato di correggere il tiro, sottovalutando (davvero troppo) la gravità di quello che stava succedendo.
Io non la trovo così orribile, quella battuta: voleva essere un pugno in faccia e c'è riuscita in pieno.
Ci sono problemi col sarcasmo o è solo la difficoltà di andare oltre le prime due righe di un messaggio twitter?
Ora: il sarcasmo o lo si accetta oppure no, è una scelta personale che rispetto, ci mancherebbe.
Anch'io ho trovato alcune battute di cattivo gusto e non sono sempre dell'umore giusto per leggerle... ma da qui a criminalizzare una persona (o un gruppo) NON PER QUELLO CHE PENSA ma per come lo ha scritto ci dovrebbe essere una distanza siderale.

I Nobraino (tutti) hanno peccato -e non è una novità, per chi li conosce- di presunzione: cercando di minimizzare hanno peggiorato la situazione. E le scuse:

Buongiorno a tutti, qui Lorenzo Kruger.
Torno ora da un week-end di concerti e purtroppo solo ora 
mi accorgo di cosa sta succendendo. 
Ogni Nobraino si esprime su questa pagina come crede,
mi pare di capire che ci sia stato un fraintendimento 
ma non sono qui giustificare l’autore, ci penserà lui stesso.
Io devo invece chiedere scusa perché un post sulla pagina dei Nobraino ha ferito la sensibilità delle persone;
il momento è delicato, il silenzio è impossibile,
ogni parola è di troppo.
Scusate davvero.
A presto
Kruger


sono abbastanza goffe (nel 2015 qualcuno mi vuol far credere che nessuno ha avvertito Kruger del casino che stava succedendo nel giro di un paio d'ore al massimo?) e soprattutto tardive (all'una di oggi pomeriggio).
Ma non è un motivo valido per crocifiggerli, eh?
I bastardi veri stanno da tutt'altra parte...
(e io i loro dischi continuerò ad ascoltarli senza sentirmi minimamente in colpa)

venerdì 17 aprile 2015

SE DIO VUOLE (recensione)

Sono andato al cinema fidandomi quasi ciecamente di Marco Giallini, Laura Morante e Alessandro Gassmann, anche se il tema mi faceva paura (le probabilità di cadere nella macchietta e nella retorica, in un film che parla della fede cristiana, sono altissime)... lo dico subito: SE DIO VUOLE è un film intelligente e divertentissimo.
Una comicità mai volgare e lontana anni luce da quella propinataci dalla televisione, ma perfetta nei tempi, nelle battute, nella recitazione (nei limiti delle produzioni italiane, spesso ridicole ma capaci di grandi apici qualitativi). Ottimo l'esordio di Edoardo Falcone (uno degli sceneggiatori, tra le altre cose, di quel gioiellino di "Nessuno mi può giudicare") alla regia e -chevvelodicoafare?- bravissimi tutti gli attori. Oltre ai tre protagonisti, assolutamente da citare Ilaria Spada e un Edoardo Pesce a tratti irresistibile.
Tommaso (Giallini) è uno stimato cardiochirurgo che "regge" il suo reparto con pugno di ferro, un uomo assolutamente razionale e profondamente ateo. La moglie (Morante) vive reclusa in casa: ha un passato da pasionaria di sinistra -completamente dimenticato- e cerca di apparire per quella che non è -tanto che tutti sono convinti sia astemia, mentre lei nasconde bottiglie in ogni angolo della casa- perché impaurita dal giudizio del marito.
Hanno una figlia -Bianca (Ilaria Spada)- completamente oca, sposata con il "pusillanime" Gianni (Edoardo Pesce), un uomo che gestisce un'agenzia immobiliare con metodi decisamente poco etici, e che Tommaso disprezza apertamente; e un figlio, Andrea, che negli ultimi tempi si comporta in modo "strano".
Quando Andrea dice di avere un annuncio importante da fare, Tommaso pensa che voglia confessare di essere gay... una notizia che non gli farebbe né caldo né freddo. E invece quasi gli viene un coccolone quando scopre che suo figlio vuole diventare prete.
Tommaso pensa che la Chiesa Cattolica sia "l'istituzione più oscurantista della storia" ed è sparaflashato da una sequenza d'immagini terribili, che finisce con Terence Hill nei panni di Don Matteo: e il contrasto tra sangue, crocifissioni e il sorriso beota di Don Matteo è inaspettato ed esilarante.
Convinto che Andrea abbia subito un lavaggio del cervello, Tommaso chiede aiuto al genero... e scopre che il figlio frequenta gli incontri di Don Pietro (Gassmann), un prete come dovrebbero essercene davvero: vicino a tutti e capace di parlare al cuore della gente, senza giudicare nessuno.
La Chiesa non è santificata ma, anzi, pungolata a prendere una direzione diversa: Don Pietro è troppo perfetto per essere reale... e di certo non bastano i discorsi di Bergoglio per convincerci che i preti siano davvero così.

Le scene comiche si succedono a ritmo sempre più serrato: gran parte del film si basa sul "confronto" tra i due attori protagonisti ed i mondi che rappresentano, ma anche tutti gli altri attori si ritagliano ottimi momenti (anche se ho trovato esagerate alcune scene con la Morante). A un certo punto, per esempio, la figlia di Tommaso sbotta:
"mi facevi sentire Guccini... De Gregori... De André!!! fare ascoltare De André a una bambina di dieci anni è una crudeltà... e devo dirti una cosa, papà. Una cosa che ti farà male..."
primo piano sulla faccia di Giallini, atterrito:
"a me piace Gigi D'Alessio. Mi fa sentire una persona migliore!"
Come finirà, quindi, il duello tra fede e ragione?

SPOILER


Ecco: nonostante la poetica del finale scelto -sottolineato dalla splendida "Cose" di Francesco De Gregori- credo che il non aver scelto sia più che altro dovuto al fatto che questo rimane comunque un film italiano. E noi siamo grandi maestri di cerchiobottismo: cerchiamo sempre di non scontentare nessuno, soprattutto se vogliamo fare cassetto.

Insomma: il finale è un peccato, sì, ma abbastanza veniale.

giovedì 9 aprile 2015

Il Maguire's di Bergamo

Ieri notte, alle 4,30, un'esplosione ha devastato il Maguire's -che in molti conoscevano semplicemente come l'Irish Pub- uccidendo Gigi Parma (48 anni), il proprietario.
Dai primi rilievi, pare (PARE, anche se gli indizi sembrano lasciare davvero pochi dubbi) che sia stato un tentativo di dare alle fiamme il locale -da tempo in crisi- da parte del titolare per incassare i soldi dell'assicurazione.
Ma questo è poco rilevante: oltre ad una vita umana, Bergamo -per molti versi una città morta, e mi si perdoni l'uso dell'espressione in questo contesto- ha perso un punto di riferimento importantissimo.
E non ci avevo mai pensato, ma anche per me quello è stato un locale fondamentale.
Ci ho passato davvero tante serate, e due hanno cambiato la mia vita.
E' lì che ho visto (no: questa non c'entra, però è un altro ricordo "forte"), al ritorno da una fiera, la partita che fece vincere aritmeticamente il primo scudetto alla Juve di Antonio Conte. Poi sono andato sul Sentierone a festeggiare e, dopo un paio d'ore, quando ce ne stavamo andando tutti, sono arrivati quattro delinquenti travestiti da tifosi dell'Atalanta a prendere a cinghiate un tifoso isolato. Io ero appena salito sul furgone ed ero a pochissimi metri: ho parcheggiato in una via laterale e sono sceso per aiutarlo, ma quando sono arrivato lì era già tutto finito...

Serate che hanno cambiato la mia vita, dicevo: ero andato a un paio di concerti con una ragazza, che sarebbe dovuta partire per il mare il giorno dopo. Mi son detto: "se mi chiama per uscire anche stasera, ci provo".
E -come in un racconto davvero poco originale- lei chiamò.
Mi ero fermato a Trescore a vedere l'inizio di un concerto, poi siamo andati al cinema e alla fine ci siamo fermati al Maguire's, seduti sulle poltroncine sotto lo schermo in cui venivano proiettate le partite a parlare del più e del meno per un'ora abbondante. Avevo parcheggiato appena fuori dal locale: siamo arrivati alla macchina, le ho aperto la portiera e l'ho baciata. Lei si chiamava Arianna: ci ho convissuto per cinque anni, mi ha regalato Lucrezia e non l'ho ancora dimenticata.
Ero proprio con Lucrezia, una sera che Arianna aveva teatro e giocava la Juve: la bimba era piccolissima (quattro/cinque mesi) e l'avevo portata con me al Maguire's. Purtroppo -e anche abbastanza prevedibilmente, devo dire- aveva iniziato a piangere dopo pochi minuti e non la finiva più... allora l'ho presa, ho pagato il conto dicendo di tenermi occupato il posto e l'ho portata a fare un giro a piedi. Stavo litigando con il tizio che mi dava in affitto l'Arcadia e stavo cercando un altro posto per il negozio: giro l'angolo, con Lucrezia in braccio e mi trovo davanti questo spazio enorme con il cartello AFFITTASI.
Mi segno il numero di telefono e il giorno dopo chiamo: guardacaso il tizio dell'agenzia è un amico che avevo perso di vista da qualche anno e, nel giro di pochi giorni, perfezioniamo il contratto per l'affitto del locale in Via Taramelli.
Scelta sciagurata che in breve diventerà drammatica anche grazie alla coltellata piazzatami nelle spalle da una persona nella quale riponevo la più completa fiducia, che in pratica darà il colpo di grazia ad un'Arcadia già incasinata di suo (e poi io ci misi del mio, ovviamente).

E quindi: ecco... non giudico perché non so, però sono sicuro che mi mancherà.
E come me a tanti altri.

venerdì 3 aprile 2015

Coup de concert - i Pluie Toujours

Bello spettacolo, quello dei Pluie Toujours l'altra sera al Circolo Maite.
Bello, ma non del tutto riuscito.
Esteticamente notevole: scenografie minimali ma azzeccate, magliette a righe orizzontali bianche e nere come i mimi francesi, atmosfera bohemienne o da film di Charlie Chaplin e un ombrello che serve più a restare vicini che a ripararsi... loro, poi, sono deliziosi.
Musicalmente ottimo: lei ha una voce splendida, lui quell'aria un po' sperduta che rende gradevoli i duetti.
I pezzi sono delicati e spesso divertenti, con quel pizzico di nostalgia che sembra permeare tutto il "nostro" tempo (inteso come gli anni 2000 in generale).

Quindi?
Magari sarò troppo severo io, però i testi mi paiono poco incisivi.
Non brutti, eh? Però... però non mi hanno convinto.
Non riesco a capire (e purtroppo il demo in vendita contiene -oltre a due splendide cover- poche tracce) se "manchi" qualcosa nella capacità di scrittura o se il messaggio sia -volutamente- ritenuto poco importante.
In effetti potrebbe anche essere: già il loro modo di proporsi è un messaggio non da poco.

Eppoi: anche qui si va sui gusti personali e mi rendo conto che in fondo è proprio una cosa da nulla: in scena dicono che, visto il nome del gruppo, serve una canzone francese: "qualcosa di Brassens"
e cantano un suo ritornello canticchiabile, ma certo non indimenticabile...
Non capisco: con tutti i pezzi splendidi che ha scritto si poteva fare decisamente di più...
Se l'obiettivo era quello di dare l'aspettativa di un brano impegnato e poi cantare una cazzatina personalmente l'avrei proprio evitato, Brassens... chessò: si poteva dire "facciamo qualcosa di francese"
"sì! magari qualcosa d'impegnato, qualcosa di Brassens!"
"no: so io cosa suonare" e poi partire con... boh: Joe Le Taxi?

Riassumendo (tenete presente che io sono un discreto cagacazzo, specie parlando di teatro): migliorabile, ma decisamente consigliato.


p.s.: poi dovrei parlarvi del concerto di Carlo Biglioli al Lucignolo... spettacolare: canzoni scelte più che altro nel repertorio di Fabrizio De André, con un pizzico di Alberto Fortis, Ivan Graziani, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Sergio Caputo (con le mie due canzoni preferite: "Mercy Bocù" e "Bimba se sapessi") Pino Daniele, Ricky Gianco, Bob Marley e, ovviamente, la Famiglia Rossi. All'una di notte eravamo rimasti in pochi, così Carlo ha preso la chitarra e s'è accomodato al tavolo, cantando fino alle due e mezza per noi intimi le canzoni degli Skiantos...

mercoledì 1 aprile 2015

"non ti ho saputo/ non mi hai saputo amare"

Mirco Menna (uno di quelli che le radio non passerebbero mai, nemmeno sotto tortura)
e Adriano Celentano, il cantante italiano più famoso di sempre non hanno nulla in comune... eppure hanno scritto (vabbé: Celentano l'ha solo cantata) due canzoni che sembrano parlare di me. Ed è a questo, che servono le canzoni:

Fantasmi Solamente:
"non ti ho saputo, non mi hai saputo amare
anche questa è una mezza verità
tu soffri perché son rimasto di là
io perché non mi hai fatto entrare.

Temo la notte ancora
e già da un po' l'aurora non mi dà sollievo
e rido un po'
... se bevo"

Per Averti:
"per averti/ farei di tutto
tranne perdere la stima di me stesso
e se è questo
che tu mi chiedi
io ti perdo ma stavolta resto in piedi
anche se qui dentro me qualcosa muore
... sì, per averti/ farei di tutto
ma rinuncio con dolore
sì, per averti/ farei di tutto
ma non ti voglio, non ti voglio senza amore"
Dai corpo a corpo tra me e me 
non ne vengo fuori mai vinto, né vincente 
e nelle notti insonni e nelle stanze chiuse 
mi dibatto e inseguo fantasmi solamente 

Ah, cos'è che mi consuma 
in questa notte di dopo pioggia 
una pozza piena di luna 
scheggia di malinconia 
ed una smania di vento mi piglia 
come un veliero che voglia il mare 
ma la trappola di una bottiglia 
non lo fa volar via 
... non lo fa naufragare 

E tu che vuoi che sia felice 
chi ti ha insegnato a giocare così 
scherzare l'amore fin qui 
all'ombra di ciò che non si dice

non ti ho saputo, non mi hai saputo amare 
anche questa è una mezza verità 
tu soffri che son rimasto di là 
io, perchè non m'hai fatto entrare 

Temo la notte ancora e già da un po' l'aurora 
non mi dà sollievo 
e rido un po'
... se bevo 

ma non so volar via 
e non so naufragare 

Ho fallito proprio là dove dico 
che essere meglio è meglio che no 
complicando ogni giorno di un po' 
le parole e lo spartito 
non ti ho potuto, non mi hai potuto amare 
è soltanto una mezza verità 
ma c'è ancora qualcuno in città 
che mi sorride se mi vede arrivare
Girasoli a testa in giù/ avviliti come me 
come posso immaginare tutta la vita senza te 
per averti/ farei di tutto 
tranne perdere la stima di me stesso 
e se è questo/ che tu mi chiedi 
io ti perdo ma stavolta resto in piedi 
anche se qui dentro me qualcosa muore 

sì per averti, farei di tutto 
ma rinuncio con dolore 
sì per averti, farei di tutto 
ma non ti voglio, non ti voglio senza amore. 

Tu due cuori non li hai e a me non basta la metà 
se tu scegliere non sai, scelgo io che male fa... 

Ma senza voglia e senza futuro 
vado incontro tutto solo a un cielo nero. 

Io non mi vendo/ ma sto morendo 
morsicato da un serpente e senza siero 
disperato ma però un uomo vero. 

Sì per averti, farei di tutto 
ma non voglio avere un animo più brutto 
sì per averti, farei di tutto 
tranne perdere la stima di me stesso 

Cartomantica

"Le tre carte che riassumono il tuo rapporto con questa ragazza sono Il Vedovo, che rappresenta le sofferenze d'amore, L'Ammalato e Il Nemico, che mi sembra inutile spiegarti cosa possano significare..."

"... 'nammerda, insomma"

"non avrei saputo dirlo meglio"

  
Giusto per dire (copioincollo dal primo sito trovato):

Carta del VEDOVO:
SIMBOLOGIA: carta da considerare di pessimo auspicio per tutto ciò che concerne la vita del consultante, in quanto viene raffigurato attraverso immagini di abbandono, solitudine, paura e sofferenza (cimitero, croce, un uomo triste e angosciato). Il Vedovo è anche indice di nostalgia e rimpianto per le cose passate (fiore).
DIRITTA: simbolo di uno stato di paura e nevrosi dovuto alla presenza di conflitti, discussioni, liti, ritardi su progetti, disarmonia, contrarietà, solitudine volontaria o involontaria piena di sofferenze, il Vedovo è una carta sfavorevole e nefasta in tutti i sensi. In genere annuncia rotture definitive di rapporti e la possibilità di un fallimento su progetti fondamentali per il consultante. Sono in agguato la perdita inattesa di un familiare o di un conoscente, la possibilità di contrarre una malattia molto grave e dannosa. Tirando le somme, si può considerare questa carta tra le peggiori del mazzo, il che la rende degna di attenta valutazione. 
I SIGNIFICATI DELL'ESPERIENZA: isolamento, scoraggiamento, tristezza, antipatia, incompatibilità, odio. E' una delle carte più negative del mazzo e la abbino spesso anche alla chiusura definitiva di una rapporto (economico o sentimentale che sia). 

Ed, infine, IL CONSIGLIO DELLA CARTA: Non fuggire la solitudine ma utilizzala per reintegrare le tue energie e dialogare con te stesso.

Carta dell'AMMALATO:
SIMBOLOGIA:Questa carta è indice di uno stato di sofferenza, la cui gravità è determinata dalle carte ad essa vicine. L'Ammalato è per il consultante un segnale della comparsa di pericoli e avvenimenti negativi entro breve tempo. Materialmente la carta rappresenta un riposo forzato, una convalescenza, l'allontanamento dalla quotidianità e dai propri doveri. 
DIRITTA: si possono verificare avvenimenti nefasti, causa futura dell'allontanamento dalla vita socio quotidiana. È alle porte un periodo caratterizzato da aspetti negativi: solitudine, carcerazione, malattia, ricovero ospedaliero, conflittualità nei rapporti di ogni genere. Il consultante, in seguito a questa situazione, cadrà in uno stato di abbattimento fisico e psichico che darà luogo solo a idee nefaste e grande depressione e non riuscirà a reagire. 
I SIGNIFICATI DELL'ESPERIENZA: Questa carta simboleggia non solo la malattia ma anche il desiderio di solitudine, il bisogno di staccare la spina per ritemprarsi, la chiusura in sé stessi a contatto con le forze segrete di rigenerazione. Per questo motivo, e per la mia esperienza, l'Ammalato non è una delle carte più negative, anzi! Molto spesso la interpreto come: isolamento voluto per introspezione! Abbattimento morale, spossatezza, isolamento

Ed, infine, IL CONSIGLIO DELLA CARTA: Se le cose non girano non forzare la mano, retrocedi di un passo e prenditi una pausa. Anche la malattia può insegnarti ad apprezzare ciò che hai.


Carta del NEMICO:
SIMBOLOGIA: Il Nemico indica la presenza di un uomo d'onore, maligno, con un atteggiamento ostile e nocivo, inaffidabile e falso. Il suo intento è quello di portare sconfitte e inganno e lo si può identificare in un personaggio triste, depresso, calcolatore, senza alcuna gioia per ciò che la vita offre. Quest'uomo si può tranquillamente cercare tra gli amici del consultante, contro il quale è sempre pronto a agire creando danno con la sua ambiguità, allo scopo di raggiungere i propri subdoli fini. 
DIRITTA: carta indice di spionaggio, furbizia, inganno, imbrogli da parte di falsi amici "fidati". Al Nemico nulla sfugge, egli può scoprire le cose più nascoste e ignote. La carta è generalmente veicolo di eventi spiacevoli: liti, pettegolezzi, minacce, discussioni insensate e avverte la presenza di pericoli nascosti consigliando prudenza 
I SIGNIFICATI DELL'ESPERIENZA: CARTA PERSONAGGIO finto amico che in realtà si dimostrerà nemico, imbroglione. Ipocrisia, minacce, pericoli, ostilità, insidie.

Ed, infine, IL CONSIGLIO DELLA CARTA: Ogni tua mossa è sorvegliata, guardati alle spalle a ogni passo.


... fortuna che non ci credo.
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