martedì 3 marzo 2015

With a Rebel Yell


e poi ci sono le persone che sono convinte di essere chissà che ribelli e invece sono solo, tristemente, tristi... ché la libertà non è scopare a destra e a manca o bere qualche bicchiere di troppo, o fare cazzate senza pensare al domani, o sfoggiare look inconsueti. Anche quello, a volte...
Ma se poi si finisce a fare un lavoro che si odia, a vedere gente che non dà nulla (che poi magari vorrebbe pure, ma non ne è semplicemente in grado), a non intravvedere neppure qualcosa di bello all'orizzonte... beh: è stato solo tempo sprecato.
Saranno scopate indimenticabili, ma solo sotto un punto di vista.
Saranno serate divertenti, ma nemmeno poi troppo e, anzi: il loro ricordo non farà che immalinconire.
Non perché non torneranno più (che basta volerlo e tutto si può rifare), ma per la sensazione di aver sprecato il proprio tempo.

mi dichiaro colpevole: ho fatto tutto e magari ho solo avuto la fortuna di nascere con il culo parato... ma ho amato: cazzo, se ho amato!

contro tutti quelli che mi dicevano di lasciar perdere e a volte nonostante la persona che amavo non mi volesse: ho seguito solo e sempre il mio cuore, fin quando l'ho ritenuto troppo oltre la soglia del ragionevole. E allora non sono mai tornato indietro, anche quando continuava a lacerarmi il petto urlando: "torna da lei, pazzo!"
e anche allora ho sempre sperato che fossero loro a tornare, e non sono mai tornate (quasi mai).
le ho aspettate per anni, così oltre ogni logica da vergognarmene... di fronte agli altri: di fronte allo specchio, mai.
e se non sono tornate ci soffro ancora, ma mi sono convinto che è stato meglio così... forse è vero: sono solo un coglione.

e non cambierei cento scopate senza amore con un solo sorriso di una delle ragazze che ho amato.
nemmeno di quelli che mi hanno fatto anni dopo che ci siamo lasciati.

non capite, vero?
già: i collegamenti tra l'inizio e la fine di questo post non sono ben chiari nemmeno a me.
ma le dita battono sulla tastiera e loro lo sanno, quello che vogliono dire: prima o poi è probabile che lo capirò anch'io...

domenica 1 marzo 2015

cose che capitano in piscina, a notte fonda e con un po' di alcol in corpo

disclaimer: la storia & i nomi sono inventati

Protagonisti:
- io nel ruolo di me;
- Una, Due e Tre nel ruolo delle ragazze;
- Capobranco nel ruolo di uno qualsiasi.

e a un certo punto mi ritrovo lì, nel bagno del personale, che tengo i capelli di Una mentre lei vomita. Era arrivata al bar insieme a Due e Tre ed era già passata da un pezzo la mezzanotte... avevano iniziato la serata da un'altra parte, bevendo un sacco di roba: poi, arrivate al Lucignolo, hanno deciso di finire in gloria con gli shortini di tequila.
Una è in ginocchio: tra l'altro non mi pareva tipa da ridursi in questo stato (le altre, invece, sì), quando entrano prima Due e poi Tre. Due dice: "mi scappa la pipì".
Qualche secondo dopo Una si alza e appoggia la faccia al lavandino, beve un po' d'acqua per togliersi il sapore di vomito dalla bocca. Tre mi si para davanti e quasi urla: "esci!"
Ho un microsecondo di perplessità... faccio appena in tempo a chiedere "perché?" e a girarmi che capisco tutto: Due ha deciso che deve proprio farla e si sta togliendo pantaloni e mutande: è una di quelle che si rasano, lì sotto... Mi scappa una risata ed esco al volo (anche se lo spettacolo non sarebbe niente male).
Porto Una in saletta, l'abbraccio per scaldarla e le chiedo se vuole qualcosa da bere: ci consigliano la Coca Cola, così "vomita davvero tutto e poi sta meglio". Sono un po' perplesso: davvero potrebbe vomitare dell'altro? A me sembrava di essere in una scena de L'esorcista...
Restiamo lì una decina di minuti, poi lei scatta in piedi e mi fa: "devo andare in bagno".
L'accompagno in quello del personale: "non si può! -mi dice Tre dall'interno-  c'è Due che sta vomitando". Allora andiamo in quello pubblico ed io sono di nuovo lì, ad ammirare le piastrelle e a tenerle i capelli tra le mani mentre lei sembra volersi fondere con la ceramica del cesso...

Niente: Due va a casa (l'accompagnano, ovviamente).
Una si è ripresa abbastanza, Tre sembra in condizioni normali (mai fidarsi delle apparenze).
E' quasi l'ora di chiusura quando entra una compagnia di clienti abituali, gran bevitori di birra delle tre di notte. E subito dopo arrivano due ragazze bionde: sono anche loro bariste e hanno fatto troppo tardi, così hanno prenotato una camera nell'albergo di mio padre.
Il capobranco (massì: d'ora in poi lo chiamerò così, con la C maiuscola) inizia a parlare con una delle due, poi butta lì la frase "com'è che è, la Suite?", quasi fosse una battuta. Gli rispondo che è una stanza di 80 metri quadrati con piscina, bagno turco e sauna. L'idea gli piace e propone alle ragazze di lasciar perdere la camera che hanno prenotato: se andiamo in suite (io, lui e loro), la stanza la paga lui.
Loro dicono di sì.
Io non vedo motivi validi per dire di no.
Allora prendo e vado in albergo: l'unico dubbio è che la Suite sia già occupata... e infatti, visto che la sfiga c'ha una mira che alle olimpiadi di tirassegno le hanno proibito la partecipazione per manifesta superiorità sugli altri concorrenti, ci sta una coppia che ha deciso di regalarsi il weekend romantico sul lago. Cheddire? Evidentemente qualcuno lassù ce l'ha con la mia vita sessuale...
Torno con la mesta notizia: le ragazze prendono le loro chiavi e vanno a dormire, da sole.
Noi restiamo lì come dei pirla e vabbè: per salvare in qualche modo la serata butto lì l'idea di aprire il centro benessere e andare a farci un bagno: dicono di sì tutti, comprese Una e Tre.

Prendiamo un paio di bottiglie di spumante, una decina di bottigliette di birra e io vado a ritirare le chiavi in reception: il portiere di notte mi guarda un po' stranito e mi chiede tre volte se sono sicuro. Sono sicuro sì, cazzo.
Sono da poco passate le tre di notte e sono uno dei primi a tuffarmi in piscina. Quando arriva Tre mi guarda e mi fa: "ma tu sei nudo?"
"Certo"
Ora: non è che io sia un esibizionista (non è che il mio corpo me lo permetta, tra l'altro)... però diciamo che non sono mai stato nemmeno troppo pudico (anzi). E il costume mica ce l'avevo. E preferivo così che tornare a casa con le mutande bagnate.
Lei è in mutandine e reggiseno: esce dalla piscina, butta tutto su una sdraio e si rituffa. Una ha qualche perplessità in più: si toglie il reggiseno ma non le mutandine.
Si fa gli scemi per un'oretta, tra tuffi, erezioni mica tanto nascoste e bicchieri che si svuotano più in fretta di quanto impieghino a riempirsi... poi noto che Tre sta parlando con Capobranco: si abbracciano e sembrano molto intimi.
E' un casino: sono entrambi fidanzati.
Mi avvicino a Una, che nel frattempo ha smaltito del tutto la sbornia e che osserva da vicino: "devo farla uscire prima che faccia qualche cazzata?"
"no, tranquillo: stanno solo parlando..."
"sicura?"
"se serve aiuto ti chiamo"
decido di fidarmi ma senza esagerare: butto uno sguardo da quella parte ogni volta che mi capita: ora Tre sta piangendo e Capobranco l'abbraccia. Dopo un po' riesco a parlare con tutti e due: "tranquillo: sono solo un po' triste" dice Tre; "abbiamo solo parlato: lo sai che ha dei problemi grossi, vero?" dice Capobranco. No, non lo sapevo.
Escono dall'acqua e continuano a parlare: lui si è cinto i fianchi con un asciugamano, lei è rimasta nuda. A un certo punto vedo lei che gli strappa l'asciugamano e indica il suo pene urlando: "eccolo! è lui il problema!"

Oi.
In che senso?
"non mi piace! non mi piace, non mi piace!"
Ah: in quel senso.
Ma continuo a non capire: non le piace il pene di Capobranco (che, tra l'altro... non che a me interessasse vedere com'era ma, insomma: era difficile non vederlo... aveva dimensioni tutt'altro che disprezzabili) o è un problema più ampio?
I casi sono due: o non le piace il membro del suo ragazzo, o non le piace il sesso maschile proprio in senso generale.
Non ci tenevo a saperlo.

A quel punto la serata è abbastanza rovinata (eppoi si son fatte le quattro): si rientra negli spogliatoi a fare la doccia per tornare a casa... io faccio l'ultimo giro per verificare che nessuno abbia lasciato in giro bottiglie o bicchieri o indumenti intimi e torno nello spogliatoio.
Tre vorrebbe fare la doccia ma continua a piangere e non si regge benissimo in piedi: Capobranco si offre di farla insieme a lei. E anche un altro ragazzo.
Io le chiedo se è sicura, poi mi metto fuori e li controllo (so che sono dei bravi ragazzi, ma ci sono le birre, l'orario, la situazione... insomma: la situazione può degenerare -anche tantissimo- da un momento all'altro). A un certo punto sento che Capobranco si offre di farle provare il suo, di pene: "magari è solo il tuo ragazzo che non è capace..."
Lei gli urla: "non so cosa cazzo farmene, del tuo cazzo!": è un momento indimenticabile.

Finisce con lei che cammina sorretta da due ragazzi, con le scarpe in mano e a piedi scalzi poco prima dell'alba, e uno dei tipi li segue a qualche passo di distanza mentre si scola l'ennesima Beck's. Ha la faccia stralunata e quasi inciampa in qualcosa: "che cazz...?": è il reggiseno di Tre. Se lo mette sulla testa a mo' di cuffia e la riportano a casa.

Il giorno dopo lei arriva e mi vuole parlare: "sono lesbica".
Io la guardo: "e qual è il problema?"
"sai com'è, da queste parti..."
le chiedo se è proprio sicura e mi risponde di sì: non è che ha voglia di provare qualcosa di diverso... l'ha provato e le è piaciuto. E col suo ragazzo ha enormi difficoltà (etticredo!)
Provo a dirle che la cosa più onesta da fare sarebbe mollarlo subito, anche senza spiegargli i motivi, e che se le serve una mano posso darle il contatto di alcune mie amiche che hanno fatto outing e che sono in grado di aiutarla.
Lei mi abbraccia, si fa accompagnare mano nella mano fino alla sua macchina e... da quel momento in poi è come se non fosse mai successo nulla. Non lascia il ragazzo e non accenna più alla sua "crisi di omosessualità" (immagino lei voglia chiamarla così).

Cheddire? Una serata pazzesca in cui, non so come, non è successo davvero nulla (una decina di persone di sesso misto in una grande piscina, nudi e ubriachi e... niente: né un bacio né altro) e una ragazza prigioniera di quello che pensa di voler essere: sembrava una di quelle cazzate che ci si racconta per anni, e invece m'ha lasciato addosso solo una gran tristezza...

sabato 28 febbraio 2015

28 febbraio 2015

Mannaggia! da oggi non posso più dire di avere un'amante di diciannove anni... cheddire?
auguri, cucciola!

p.s.: una promessa è una promessa, non un debito. E se anche lo fosse, questa sarebbe un debito dolce. Quasi come le tue labbra...

Il vantaggio di avere a disposizione 

almeno le prime ore del pomeriggio 
e passeggiare, sta tutto nel tuo quasi astratto abituale 
dosaggio nelle cure che rivolgi al cane 
e non rimane che lasciarti fare. 



E' così che immaginavo noi da grandi 
che tra miliardi e più di sguardi, eroi, vertigini, promesse, abbracci...
quanto tempo a farci di carezze... 
e quale inciampo al cuore fosse allora per me 
non sai quel guardarti rimanere 
come starebbe un fiore sotto la neve



Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'estate passate con te.



Di che cosa sono fatte tutte le emozioni 
e dove piano aspettano distratte che una scusa di bufera 
o terremoto le sprigioni da quell'angolo remoto di ogni stupida paura?
Così accade negli incontri casuali 
che due amanti chiusi com'è chiuso il pugno dei più soli, 
si ritrovino le braccia come ali 
che il destino consapevolmente faccia verità 
di un sogno dove sboccia un fiore sopra la neve



Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'autunno passate con te.



Buon compleanno e 
se tra 1000 di questi ci troveran i resti uniti in eterno: 
"non eran soldati" le stelle diranno "ma due semplici innamorati".



Penso a chi non ha più senno e meraviglia 
di questa nostra condizione di animali strani che qualsiasi cenno, 
verso, battito di cuore o ciglia sempre 
si dimostrano praticamente uguali.



Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'inverno passate con te.



Buon compleanno e, 
se tra 1000 di questi, ci troveran i resti uniti in eterno: 
"non eran soldati", le stelle diranno "ma due semplici innamorati".

Esagerato, vero?
Facciamo che per oggi è come se fosse tutto vero...

giovedì 26 febbraio 2015

gli ultimi saranno gli ultimi, gli stronzi saranno i primi

c'era questa ragazza, diciannove anni, che era passata a portarmi il curriculum: molto carina, tra l'altro.
mi dice che lavorava in un altro bar, ma poi si era dovuta licenziare: "perché?" le chiedo io
"il titolare allungava le mani".
son cose che mi stanno sui coglioni, ché io ho fatto parlare moltissimo di me nei vari uffici in cui ho lavorato ma sempre a sproposito: non è mai successo nulla, tra me e una collega di lavoro. Nemmeno un bacio (cioè: una volta sì, e non ci fermammo certo al bacio... però lei si era già licenziata e quindi non vale). E non ho nessun motivo per mentire, anzi: come ben sanno le donne, a noi uomini piace esagerare la portata -o anche solo la quantità- delle nostre conquiste e invece... lo giuro: ho fatto tante cose nella vita, ma mai nulla di nemmeno vagamente sessuale sul lavoro.

eqquindi la ragazza mi diventa simpatica, anche se non la posso assumere per il semplice fatto che non ho bisogno di personale.
poi però al ristorante di mio padre manca una cameriera, e allora mi ricordo di lei e giro il suo curriculum al responsabile: colloquio, qualche giorno di prova e assunzione quasi immediata.

lei passa frequentemente al bar a bere il caffè e... a parte che è un gran bel vedere: due gambe lunghissime costrette in pantaloni fin troppo aderenti e minigonne decisamente corte, un fisico che fa invidia alle ragazze che la vedono, occhi marroni da cerbiatto e labbra sempre pronte ad aprirsi in un sorriso... mi ringrazia spesso e ogni volta che passa al bar scambiamo quattro chiacchiere.

uno dei primi giorni del 2015 parliamo per l'ultima volta: "come va?"
una domanda innocua. La risposta lo è un po' meno: "sono incinta"
"wow!... ma è una gravidanza voluta o un errore?"
"non uso precauzioni... col mio ragazzo ci siamo detti: non cerchiamolo a tutti i costi, ma se succede sarà bellissimo"
"allora sono felice per te"
"grazie!"
"chissà come l'han presa, al ristorante!"
"già: gliel'ho detto la sera dell'ultimo"
bel tempismo, penso: la giornata lavorativa più impegnativa dell'anno! E lei era stata assunta solo la settimana prima. Sono sì un ingenuo e tendo a dare per scontata la buona fede delle persone, però la cosa inizia a puzzarmi un po': "è tanto che lo sai?"
"me l'hanno detto la settimana scorsa"
"e... da quant'è che sei incinta?"
"da agosto"
"ah..."

c'impiego qualche secondo a realizzare quello che ha appena detto: in pratica la ragazza mi sta dicendo che ha iniziato a sospettare di essere incinta dopo quattro mesi che non aveva le mestruazioni... e ha fatto l'esame -in maniera del tutto casuale- la settimana dopo essere stata assunta.
Come si scriverà, "truffa", in romeno?

Eccomunque il datore di lavoro, come al solito in questi casi, può solo abbassare le mutande e sperare che il dipendente usi almeno la vasellina: personalmente non ho mai vinto NESSUNA causa contro un dipendente, nemmeno quando un tizio aveva chiesto soldi dopo che gli avevo pagato il triplo della retribuzione pattuita (nero su bianco) nei sei mesi in cui aveva lavorato da me. Certo: nel frattempo ho cambiato avvocato, ma l'amara verità è che i sindacati e i giudici sembrano sempre pronti a difendere meglio gli interessi di chi imbroglia ed è in malafede. Quando le cause le fanno i dipendenti che hanno sempre sgobbato e si ritrovano davvero col culo per terra, magari per motivi futili, non si ritrovano spalleggiati allo stesso modo.
Come quasi tutto in Italia: non ha ragione chi dovrebbe averla ma chi sgomita, non guarda in faccia a nessuno e si comporta da figlio di puttana.

Poi... oh: a me non me ne frega un cazzo, di questa qui e di come andrà a finire (che poi la maggior parte dei soldi li tirerà fuori lo stato italiano, cioè NOI, che è sempre meglio che IO). Però non potevo non raccontarla...
era in Preacher, vero?:
"ma non c'è da preoccuparsi: mi era già capitato di saltare il ciclo!"
"ah sì? e quando?"
"il mese scorso..."

martedì 24 febbraio 2015

Canzone quasi di notte

Ed è di nuovo l'ora,
l'ora in cui ci scrivevamo
cercando di capirci
con la stessa conoscenza dell'altro
che possono avere due abitanti di galassie diverse
che credono di riconoscersi al primo sguardo.

E le notti diventavano infinite,
e spariva la voglia di dormire.

Perché continui a cercarmi
se sai di non volermi?
Perché continuo a sperare di vederti apparire
(come in un sogno,
come in un lieto fine)
ogni volta che si apre quella porta?

Siamo due amanti che non si sono mai amati
e che non si ameranno mai
perché hanno perso quell'attimo che poteva cambiare tutto:
io ti aspetto, tu non verrai.

Passerà la vita, come sempre passa:
forse arriveremo a rimpiangerci a vicenda...
ma intanto è notte
e il telefono non squilla
e se il tuo lo fa, non sono io a chiamarti
(già: perché no, poi?)

E' notte e ho la testa pesante,
il sonno arriva
e domani sarà un giorno nuovo
e chissà che cazzo ha in serbo la vita.

Vivrò bene.
Peccato solo non poter sfiorare le tue labbra,
con un bacio o con un morso
prima di addormentarmi.

Fosse anche solo per una volta.

lunedì 23 febbraio 2015

Amir Newman: "MAI...."

Ahahahahahahahahah!!!
no... aspettate che forse riesco a smettere:
ahahahahahahahahahahahahahah: niente... non ce la posso fare: una delle peggiori canzoni che mi sia mai capitato di ascoltare. Mi si dice che Madama Metrica sia caduta in depressione dopo un solo ascolto: posso capirla.
E vogliamo parlare di lui che canta passeggiando mentre su un muro appare la scritta "TI AMO", o del finalino toccante "a sorpresa"? Tutto molto triste, come i suoi acuti.
Non ho idea di chi sia questo tizio (nemmeno l'amico Google -ed è la prima volta- mi è d'aiuto), spuntato fuori dal nulla una settimana fa (ma il video, se la matematica non è un'opinione, dovrebbe essere del 2013) che si dice dispiaciuto: "magari fossi andato a SANREMO 2015".

349 visualizzazioni (ma scommettete che diventeranno molte di più?), 7 like, 4 non mi piace e due commenti: guarda, Amir... Sanremo stava già a posto così.

sabato 21 febbraio 2015

il lupo cattivo?

si dice che i conigli non riescano a distogliere lo sguardo dai fari della macchina che li sta per investire: si fermano ipnotizzati, come affascinati dalla tragedia che sta per arrivare...

non lo so e non mi sento coniglio, però... però c'è stato un attimo in cui m'è sembrato quasi di essere in una favola. nella favola e nel ruolo sbagliato, ovviamente.
mancava solo dicessi la frase: 
"che occhi grandi che hai......"
che poi di quegli occhi potrei parlare per ore ma no: non adesso.
ed è stato solo un attimo, perché gli occhi del lupo cattivo possono essere tutto... tranne che tristi.
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